La serata si è svolta il 4 settembre a Greve in Chianti nella storica piazza Matteotti. L’evento, organizzato dall’Associazione Viticoltori di Greve in Chianti, sostenuta dal Comune e da numerosi sponsor, si è prefisso lo scopo di devolvere il ricavato della vendita dei biglietti alla Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. La partecipazione è stata alta, gli intervenuti erano tantissimi: persone accorse per curiosità, altre per incontrare lo chef stellato preferito, altre ancora perché cultori del buon vino e del buon cibo.
La piazza era allestita elegantemente con tavoli in bianco e luci d’effetto per permettere alle persone di sedersi e gustare il cibo. C’erano anche postazioni sparse a cui appoggiarsi per una consumazione più veloce, non troppo comode. Dietro due grandi tavoli illuminati da candelabri, i sommelier erano pronti a servire 36 proposte vinicole da abbinare alle pietanze secondo il gusto degli ospiti.
Sei gli stand culinari dove erano operativi altrettanti chef provenienti da Cerreto Guidi, Forte dei Marmi, Cortona, Asiago, Livorno e Firenze. La gente si è messa pazientemente in fila per ricevere il piatto, dietro presentazione del coupon. Gli chef erano molto disponibili a ragguagliare sugli ingredienti utilizzati e anche a dare informazioni, quando richieste, sulla tenica di preparazione delle loro creazioni.
Ho apprezzato particolarmente la proposta culinaria di Paolo Lavezzini, una stella Michelin, dal Four Seasons Hotel di Firenze. Un panino come non ne mangiavo da secoli. Semplice, gustoso, eppure unico. Solo tre ingredienti pronti a stupire piacevolmente il palato: pane, carne e melanzane. Dentro a una classica rosetta abbondante maialino cotto nel pomodoro dolce e melanzane affumicate che davano un tocco inconsueto.
Anche il piatto di Alessandro Dal Degan di ‘La Tana Gourmet’ di Asiago, una stella verde e una stella rossa, mi è piaciuto tantissimo: peperon-tonnè: carpaccio di peperone cotto alla brace, salsa tonnata, capperi, olive, limone, scaglie di pecorino e basilico. Un’armonia davvero ben equilibrata in sapori e consistenze e, perché no, colori.
Al terzo posto nella lista delle mie preferenze, l’acquacotta di funghi, uovo e bruschetta di pane all’aglione della Valdichiana. Leggera e odorosa realizzata con funghi freschissimi. Ne avrei mangiata subito un’altra porzione! Complimenti a Silvia Baracchi del ‘Falconiere’ di Cortona, una stella Michelin.
Buona, ma forse leggermente basica di gusto, cioè mancante di note acide, la zuppa di farro della Garfagnana, fagioli e gamberi con olio alle erbe, preparata da Andrea Mattei del ‘Bistrot’ di Forte dei Marmi, una stella Michelin.
Coreografica e colorata la proposta di Stefano Pinciaroli del ‘PS Ristorante’ di Cerreto Guidi, una stella verde Michelin. Il suo piatto “Nuvole al Crepuscolo” era a base di cavolo cappuccio brasato con cipollina e vino bianco, patate viola affumicate al legno d’olivo, croccante di cipolla e noce moscata. Ho apprezzato meno la consistenza soffice della spuma di patate viola spruzzata sul piatto con il sifone. D’effetto, ma amo cibi più tradizionali.
Il dessert “ESSENZE” era a cura di Pastry chef Loretta Fanella di Livorno. Gradevole ma per me troppo dolce come se la mancanza di glutine, lattosio e uova dovesse essere compensato da altro. Purea di pere, tartelletta di frolla alla castagna senza glutine, mousse di cioccolato e latte con sopra una gelatina di caffè e zucchero, spolverato di caffè e accompagnato da briciole di meringa e nocciole tostate. Troppo carico!
Per quanto riguarda il vino, su quelli assaggiati, ho amato due gran selezioni del 2020: Viticcio: Prunaio Gran Selezione Chianti Classico DOCG, vino complesso con sentori di prugna matura. Evidente il suo potenziale di buon invecchiamento negli anni.
L’altro vino che ho adorato: Terreno Asofia 2020, anche una gran selezione del terreno più vecchio della vigna. Maturato a lungo in botti di rovere, mi ha donato sensazioni forti e peculiari del territorio. Ottimo.





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