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Cinque Stelle per la vendemmia 2019, è questo il dato che emerge dall’anteprima 2020 a Montepulciano, territorio dove si parla di vino da quasi da 2 millenni, e che oggi è pronto per affrontare una nuova sfida.

“La sfida di portare la denominazione alla sua Certificazione di sostenibilità, un ulteriore passo avanti che significa da parte delle imprese produrre in maniera consapevole rispetto all’ambiente, rispetto ai propri lavoratori e rispetto all’etica sociale di impresa. – racconta Andrea Rossi, presidente del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano – Pensiamo che questo possa essere una chiave moderna per interpretare le nuove quote di mercato.”

In anteprima la vendemmia 2017 dalle rese più basse rispetto ad altre annate; premiati sicuramente quei produttori che hanno saputo aspettare le piogge di settembre.

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“Diciamo che l’unica parola per definire questa vendemmia è ‘diversa’, – precisa Niccolò Trabalzini delle Cantine de’ Ricci – non qualitativamente inferiore, anzi in alcuni casi ci sono dei profili migliori, però è stata un’annata che ci ha dato delle belle soddisfazioni”.

Nei terreni più argillosi nascono vini dalla struttura imponente e dall’impeccabile stile classico,  così le riserve per alcuni produttori rappresentano la scelta più opportuna per arrivare sul mercato.

“Noi abbiamo sempre considerato la denominazione del vino Nobile alla pari di tutte le altre denominazioni toscane, dal punto di vista della longevità e della qualità intrinseca,  – aggiunge Antonio Michael Zaccheo dell’azienda Carpineto – per questo abbiamo deciso di puntare sulla Riserva e infatti continuiamo a esportarla in ben settanta Paesi al mondo”.

In degustazione scopro etichette dallo stile sicuramente più moderno ma anche vini che nascono ancora attraverso antichi metodi di vinificazione e che mantengono, negli anni, livelli altissimi di qualità.

“Abbiamo tuttora una cantina molto poco ‘appariscente’,  – racconta Paola De Ferrari Corradi dell’azienda Boscarelli – ma molto tecnologica perché abbiamo tutto quello che ci vuole per fare i vini, però non è una cartina scenografica, abbiamo lasciato le botti dove erano, abbiamo aggiunto o tirato giù muri ma sembra sempre una casa di contadini”.

Il lavoro in vigna paga sempre, soprattutto se fatto con la convinzione che la qualità non è mai troppo alta.

“Facciamo analisi quasi giornaliere per cogliere il grado zuccherino e alcolico di ogni filare di vigna e decidere quali sono pronti quella giornata per la vendemmia”, spiega Susanna Ponzin del Podere Casanova.

La scelta è chiara: evidenziare i territori, che qui a Montepulciano, rappresentano sicuramente uno dei valori di questa denominazione.

“Secondo me la Toscana deve seguire questa tecnica e cioè evidenziare i propri territori – commenta Federico Carletti dell’azienda Poliziano – fare vini di vigna è il nostro futuro”.

Oltre 250 produttori e 2000 ettari vitati, per il 2019 è in crescita sia l’export che la vendita diretta in cantina, a conferma della grande capacità attrattiva di questo territorio e dei produttori che qui lavorano.

“Il vino fatto a questi livelli è un’arte perché c’è il cuore e c’è la passione”, commenta infine Giuliano Giomarelli dell’azienda Nottola.

Le foto di tutti i produttori del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano presenti all’anteprima 2020

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