Un patrimonio da 90 denominazioni e oltre 16 mila operatori
Con 90 prodotti a denominazione protetta, tra food e wine, la Toscana conferma il primato nazionale per numero di riconoscimenti. Un sistema che coinvolge oltre 16.700 operatori e che continua a generare valore economico e occupazione, sostenendo uno dei comparti più identitari del territorio regionale.
Export in frenata, ma la qualità continua a fare la differenza
Nel 2025 l’export agroalimentare toscano ha registrato una battuta d’arresto, con una contrazione del 7,8%. A incidere sono stati soprattutto i dazi e le incertezze del mercato statunitense, oltre al ridimensionamento dei prezzi dell’olio dopo i picchi del 2024. Nonostante questo scenario, le produzioni toscane mantengono un forte posizionamento competitivo e valori medi all’esportazione superiori alla media nazionale in numerosi comparti.
Olio, pecorino, prosciutto e cantuccini guidano la crescita
A sostenere il comparto sono alcune delle eccellenze più conosciute del Made in Tuscany. Cantuccini Toscani IGP, Pecorino Toscano DOP, Prosciutto Toscano DOP e Olio Toscano IGP concentrano gran parte del valore delle produzioni certificate, confermando la capacità delle filiere di trasformare identità territoriale e tradizione in opportunità economiche.
Sostenibilità, biologico e turismo rafforzano il modello toscano
Alla forza delle denominazioni si affiancano altri elementi distintivi. La Toscana è tra le regioni leader nel biologico, con oltre un terzo della superficie agricola coltivata secondo metodi sostenibili, e guida il settore agrituristico nazionale con quasi 5.900 strutture. Un modello in cui agricoltura, paesaggio, turismo ed eccellenze gastronomiche si sostengono reciprocamente e contribuiscono alla competitività del territorio.