Con il traguardo della diciottesima edizione di “Terre di Toscana”, e grazie all’ottima organizzazione e alle numerose cantine presenti, si prospettano nuovi e importanti successi per questa manifestazione. Mentre appena fuori il caldo della giornata e un mare invitante distolgono dai pensieri enologici, i 140 produttori ci accolgono con le loro migliori eccellenze. Un tripudio di vini: dalle rare riserve di Chianti Classico alle verticali di Brunello, dai blasonati Bolgheri alle interessanti Vernacce di San Gimignano. Difficile stilare una graduatoria, così come scegliere gli assaggi, ma alla fine è avvenuta una selezione singolare: la degustazione e la descrizione di quei vini un po’ fuori dai canoni classici o comunque particolari. Ecco il racconto delle nostre scelte:
1) Azienda Vinicola Terenzuola – “Vermentino Nero” 2023
Il Vermentino Nero, ormai da tempo non più considerato un prodotto di nicchia, viene sempre più utilizzato anche in abbinamento al pesce nella vicina Versilia. Ha un profilo aromatico di freschi frutti rossi, arricchito da pepe nero e note minerali. Snello, scorrevole e beverino, è piacevolmente fresco. Generalmente è un vino da consumare entro breve tempo.
2) Fattoria Selvapiana – Chianti Rufina DOCG “Riserva” 1982
Davvero un’esperienza unica poter sorseggiare un vino ancora in ottima forma dopo oltre 40 anni. Grazie a un’annata tra le migliori dei decenni, questa riserva si distingue per un’acidità ottimale, favorita dal suolo di galestro e alberese, e da uve sane e bilanciate che hanno permesso un lungo affinamento. Dalle botti di rovere ha acquisito profumi ed eleganza, e con i suoi 13 gradi anche una buona struttura. Profumi ancora intensi, acidità viva, tannini setosi e longevi.
3) Azienda Agricola Tua Rita – “Perlato del Bosco” Vermentino 2025
Giovane e fresco, è il Vermentino che… ti aspetti, senza stravolgimenti. Proviene dall’Alta Maremma, precisamente dalla zona collinare di Suvereto. Profumi di fiori, frutta bianca e accenni di agrumi lo rendono ideale per aperitivi e piatti di pesce. Al palato la sapidità è bilanciata da note morbide, con un finale persistente su tratti minerali e vegetali.
4) Il Rio – “Ventisei” Pinot Nero 2021
Siamo rimasti piacevolmente stupiti da questo vino che il produttore definisce “un po’ giovane”. Al palato deve forse ancora trovare un equilibrio più compiuto, ma è già molto interessante. Il bouquet, dato dal vitigno e in parte dal legno, presenta ribes nero, ciliegia e sfumature speziate. Attendiamo con interesse l’evoluzione di questo singolare Pinot Nero.
5) Monastero dei Frati Bianchi – “Pòlleo” Pollera Nera 2022
Siamo a Fivizzano, in Lunigiana, terra di vitigni rari come la Pollera Nera, che grazie alla sua eleganza e finezza si sta facendo conoscere e apprezzare. Già dal colore si intuisce la delicatezza. Al naso emergono frutti di bosco, fiori rossi e una leggera nota terrosa. Non molto strutturato, ma al sorso mostra acidità spiccata e tannino sobrio.
6) Azienda Agricola Cesani – “Serisè” Ciliegiolo 2021
San Gimignano non è solo Vernaccia: l’Azienda Cesani propone una sua interpretazione del Ciliegiolo, vitigno autoctono spesso considerato il “fratello povero” del Sangiovese. Sentori floreali di viola, spezie e la classica ciliegia. La maturazione in barrique dona struttura e un carattere meno morbido, con tannini ben presenti. La zona predilige vini freschi e acidi, e questo ne è un esempio.
7) Stefano Amerighi – “Syrah Rosa” 2025
Una vera anteprima, presto in commercio. Una Syrah rosata che segue la filosofia biodinamica, con interventi minimi in tutte le fasi. Profumi di melograno, frutti rossi e una punta speziata donano eleganza a un vino dalla sapidità intensa e dal carattere deciso. Snella ma persistente, facile da bere in molte occasioni.
8) Fattoria Mantellassi – “Pas Dosé” 2021
Dal cuore della Toscana, un metodo classico da Chardonnay in purezza. Il terreno conferisce freschezza e mineralità, dando vita a uno spumante dalla bolla non finissima ma gradevole e mai aggressiva. Sentori di lieviti, seguiti da agrumi e frutti tropicali non troppo maturi. In bocca emergono note sapide ben equilibrate. Finale persistente.
9) Istine – “Rosato” 2025
Anche nel Chianti Classico si ottengono ottimi rosati. Bouquet delicato, freschezza e personalità. Profumi complessi di piccoli frutti rossi, agrumi (pompelmo rosa), fiori ed erbe aromatiche. Corpo leggero, acidità ben sostenuta, finale sapido che richiama il territorio di Istine, con una lieve nota amarognola.
10) Isole e Olena – “Chardonnay” Collezione Privata 2024
Uno Chardonnay in stile francese in territorio chiantigiano: una sfida affascinante. Pur modificando in parte le caratteristiche del vitigno, il vino trova un suo equilibrio che può dividere gli appassionati. La struttura importante richiede abbinamenti adeguati e può risultare “troppo” per chi preferisce vini immediati. Non manca però di eleganza, con note che spaziano dalla frutta secca alle note minerali, dagli agrumi al tropicale. Impegnativo, singolare e lunghissimo.




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