Siena è un palcoscenico incantevole e dà lustro a ogni evento che ospita. Proprio per questo il Complesso Museale di Santa Maria della Scala, antico Spedale della città e cornice della decima edizione di Wine&Siena, non poteva essere location migliore. È forse la manifestazione del vino più importante di tutta la provincia, e i locali antichi e affrescati sono stati protagonisti tra i numerosi stand e le degustazioni guidate.

In molti si aspettavano una kermesse all’insegna del vino toscano, con le numerose eccellenze senesi: sì, ma non solo. Si sono celebrate infatti le migliori produzioni italiane con la premiazione del The WineHunter Award, ma anche la presenza eterogenea di “stranieri” ha destato interesse e curiosità per i tanti vitigni presentati, spesso sconosciuti. Tra gli oltre 150 produttori, da sottolineare la presenza dei vini albanesi, tipici e particolari. Poi i vini della Moldova, molto interessanti grazie ai diversi vitigni offerti, e alcuni banchi d’assaggio francesi con il loro immancabile Champagne.

La curiosità ci ha spinto anche a provare un vino analcolico, ma la delusione è stata evidente: l’impressione è che si avvicini poco al vino e molto di più a una bibita.

Molti gli assaggi interessanti, con tanti produttori della zona che hanno visto nella spumantizzazione una possibile strada e una nuova moda da seguire. È nel Chianti Classico che nasce un progetto avviato nel 2017 con i primi spumanti a base Sangiovese dell’azienda Amici in Bolla: il “Sussulto”, un metodo classico dosaggio zero con una piccola percentuale di Pinot Nero, dai profumi di anice, fiori, agrumi e pane.

Dal Friuli Venezia Giulia, un Pinot Grigio dai colori ramati e note di frutta matura, lunghissimo e intenso. Interessante anche un blend di 20 biotipi di Friulano, dai profumi di miele e pietra focaia, strutturato e alcolico. Il Vermentino di Gallura della Tenuta Gregu rappresenta egregiamente la Sardegna: ricordi marini, sentori vegetali, struttura morbida e tanta freschezza lo rendono un vino dai mille abbinamenti.

E adesso in Maremma, alla scoperta del Castello di Viscogliosi nel piccolo paese di Scarlino, nato tra tanto verde ma influenzato dalla vicinanza del mare. Assolutamente da provare il loro Aleatico, caratterizzato dalla prevalenza di frutti rossi e note vegetali.

Altro castello e altra zona. Questa volta siamo nella Val d’Elsa, dove troviamo vitigni autoctoni in tante sfumature, con un Chianti Classico Riserva da Sangiovese e un 10% di Canaiolo. Dopo qualche minuto nel bicchiere esplode con tutta la sua forza in un bouquet di fiori e frutta matura, poi spezie a contorno. Tannino ben presente e un po’ selvaggio. Gustoso.

Un ottima presenza in rappresentanza del Chianti Classico sono stati i vini del Castello di Panaretta nella zona di Barberino Tavarnelle in provincia di Firenze.
La produzione è di oltre 100.000 bottiglie e ha nel Sangiovese la miglior espressione, anche se nelle varie tipologie troviamo rari vitigni come Canaiolo e Colorino. Tutti vini unici e particolari, con il Chianti Classico “Riserva” probabilmente la migliore espressione, con tanti e notevoli profumi, strutturato e con un tannino elegante, un vino che ricorda la classe e la bellezza del simbolo dell’azienda: il suo castello.

Ancora rossi, ma direttamente nell’élite toscana. L’azienda Ridolfi, che produce a Montalcino sul versante Nord-Est, propone il suo Brunello in vari affinamenti: 24, 36 e fino a 48 mesi. Ognuno con le sue caratteristiche, ma tutti con quell’eleganza che contraddistingue questo vino.

Abbadia Ardenga, con i suoi 12 ettari nelle vicinanze della Val d’Orcia, produce Brunello dalla grande personalità ed equilibrio. Il Vigna Piaggia, per esempio, ha profumi ampi di frutta rossa e una leggera balsamicità. Caldo e armonico, ha un finale vellutato e ben modellato.

Bellissimo il posto, con tanto spazio tra gli stand; ottimo e preparato il personale; migliorabile l’organizzazione delle degustazioni. Ci ha colpito il pubblico, composto da tantissimi giovani, spesso futuri professionisti del vino, interessati e competenti. Avvicinarsi al vino con queste metodiche fa ben sperare per il futuro, nonostante le notizie non siano sempre positive. C’è un raggio di sole sopra Siena!

Roberto Montelatici
Sommelier da oltre 10 anni e da sempre appassionato di vino, amo viaggiare per scoprire l'enogastronomia in tutte le sue sfumature. Dalle piccole fattorie ai grandi produttori, esploro, assaggio e racconto le loro storie attraverso le mie parole.