Tanti gli eventi di questo periodo, ma questa manifestazione, organizzata per il fine settimana del 27 e 28 marzo alle porte di Firenze, è stata un’occasione da non perdere e sta diventando un punto di riferimento per gli amanti del vino, grazie alle numerose opportunità di conoscere e degustare vini italiani e stranieri. Un bel modo di cominciare è sempre quello degli spumanti, e anche stavolta l’assortimento è stato notevole: dallo Charmat del Veneto agli Champagne, dal Metodo Classico della Franciacorta a quello del Trentino, in un percorso ricco di risorse e sfumature.
1) Cantina Toblino (Sarche di Calavino) – Trentino-Alto Adige
“Antares Nature” Trento Doc 2021 – Chardonnay Metodo Classico particolarmente interessante, si distingue per lo Chardonnay in purezza affinato 36 mesi sui lieviti e per un profilo olfattivo che spazia dalla frutta bianca agli agrumi, con eleganti sfumature di crosta di pane. È un Pas Dosé, quindi senza zuccheri aggiunti, capace di esprimere linearità e freschezza minerale.
2) Must & Co – Trentino-Alto Adige
Grape Must – Bevanda a base di succo d’uva “Riesling” Quando la curiosità aumenta, la tentazione di assaggiare vini molto diversi si fa forte, anche con qualche preventiva perplessità. Con un po’ di titubanza abbiamo provato il Riesling analcolico, ottenuto da mosto d’uva puro e prodotto anche con vitigni come Pinot Nero o Chardonnay. A differenza dei vini dealcolati, qui l’alcol non viene rimosso perché non avviene alcuna fermentazione, mantenendo così l’integrità del mosto. Può essere considerato un passo avanti dal punto di vista sensoriale, ma il notevole residuo zuccherino e la scarsa struttura lo rendono anomalo e poco adatto ai vari abbinamenti.
3) Valdonica (Roccastrada) – Toscana
Coco IGT Toscana “Rosato Ancestrale” 2021 – Sangiovese e Ciliegiolo Nel cuore della Toscana, lontano dai nomi altisonanti, una piccola realtà regala genuinità biologica ad alta quota. È un blend rifermentato in bottiglia, con note dominanti di marasca e lampone accompagnate da una sottile presenza minerale, quasi ferrosa. Inevitabile la “firma classica” di questa tipologia, con la presenza di lieviti sul fondo, espressione del territorio senza alcuna correzione chimica. Rinfrescante e gastronomico.
4) Azienda Agricola Dell’Erba (Albenga) – Liguria
“Brezza” Riviera Ligure di Ponente Doc 2025 – Pigato In questa terra di ottimi bianchi si apprezzano le molte interpretazioni di Vermentino e Pigato prodotte dall’azienda. Da provare sicuramente lo Spumante Brut, ma anche la versione più giovane del Pigato: il 2025 esprime da subito immediatezza nei profumi, con note minerali e fiori bianchi, traducendosi in agilità e freschezza al palato, con una chiusura mandorlata ben integrata.
5) Azienda Agricola Marco Riva (Alba) – Piemonte
G.B. Roero Docg 2024 – Arneis Nel Roero nasce questo Arneis in purezza, versatile e dalle notevoli potenzialità, favorito da una buona annata. Aromi intensi di fiori, mela e pesca si uniscono a una nota erbacea e minerale sul finale. Probabilmente non sarà un vino molto longevo, con un apice previsto tra i 12 e i 24 mesi.
6) Terre di Entella (Contessa Entellina) – Sicilia
Grillo Doc 2023 Questo vitigno rappresenta il fiore all’occhiello dell’azienda, con numerosi premi e riconoscimenti. La zona collinare, ricca di sabbie e argille, favorisce la concentrazione aromatica. Fermentato e affinato in acciaio, mantiene un bouquet iniziale di agrumi e frutta bianca, cui seguono fiori bianchi e note dolci. Al palato non manca la sapidità, con ritorni di frutta più matura e una chiusura minerale.
7) Fosso degli Angeli (Casalduni) – Campania
Voscu “Sciascinoso” Sannio Dop 2021 Noto anche come Olivella, è un vitigno autoctono campano purtroppo sempre più raro. Il grappolo è facilmente riconoscibile per gli acini scuri e allungati che ricordano un’oliva. Spesso usato in uvaggio, qui è vinificato in purezza. Colore non molto intenso, profumi di frutti rossi e note vegetali. Poco strutturato, presenta un’acidità spiccata e tannini morbidi.
8) Podere Nannini (Riotorto) – Toscana
“Esopo” 2024 – Sangiovese Nasce a pochi chilometri dal mare, tra argilla e brezza marina. Sangiovese in purezza che rispecchia territorio e vitigno: frutti di bosco maturi e ciliegia dominano un profilo speziato con leggera tostatura da affinamento in rovere. Piacevole il finale leggermente sapido, dono della vicinanza al mare. Il nome “Esopo” richiama lo scrittore greco delle favole, sottolineando il legame dell’azienda con il mondo animale.
9) Castello di Coiano (Castelfiorentino) – Toscana
Vinsanto del Chianti Doc “Occhio di Pernice” 2015 – Sangiovese Una vera “chicca”, parte della tradizione contadina toscana. L’Occhio di Pernice è una variante rara e preziosa del Vin Santo, ottenuta da uve a bacca rossa, soprattutto Sangiovese. Le uve, appassite naturalmente per 4–5 mesi, vengono selezionate manualmente. Complesso e strutturato, offre spezie, frutta secca e un finale di cioccolato. Buon equilibrio nonostante i 15 gradi alcolici.
10) Vigna Traverso (Prepotto) – Friuli
IGP Tre Venezie Vendemmia Tardiva 2021 – Moscato Rosa In contrapposizione al passito toscano, un’altra rarità coltivata soprattutto nel Nord-Est. Vitigno aromatico a bacca nera, caratterizzato da un profumo intenso di petali di rosa, bilanciato da piccoli frutti di bosco e spezie come la cannella. Di difficile coltivazione per la sensibilità alle malattie, ha una produzione limitata. Un vino molto elegante.
Le opportunità offerte da questi eventi, con degustazioni e confronti tra vitigni diversi, rappresentano un’occasione di crescita importante per gli appassionati. L’impronta del territorio, l’intervento dell’uomo e le storie raccontate direttamente dai produttori creano un legame emotivo che ci avvicina ancora di più al mondo del vino.





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