Xenoi, il vino “straniero” che parla toscano

Da un vigneto con mescolanza varietale, un vino dalla personalità unica, profumi ricchi e una filosofia produttiva che mette al centro natura e visione.

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In un momento storico in cui molti produttori inseguono le mode, proponendo vini dal profilo organolettico sempre più simile, Xenoi racconta invece una storia diversa: nasce da un blend di vigna, frutto di una scelta agronomica precisa e controcorrente.

Il nome Xenoi (“straniero” in greco) richiama la particolarità del progetto: Podere Ema, a Bagno a Ripoli (FI), destina a questa etichetta le uniche uve non autoctone coltivate in azienda. Parliamo di una vigna antica dove convivono tre varietà francesi: Chardonnay, Petit Manseng e Viognier.

Un lavoro meticoloso, soprattutto in fase di vendemmia, affidato all’agronomo Enrico Calvelli, impegnato nel trovare il momento ideale di raccolta per tre uve dalle maturazioni molto diverse. Una scelta nata anni fa e che oggi si traduce in un vino dalla personalità unica, capace di esprimere la voce autentica della vigna.

Nell’annata 2024, attualmente in commercio, Xenoi si presenta con un paglierino trasparente e un profilo aromatico ricco: note agrumate di pompelmo e bergamotto, richiami di citrina, incenso e canfora, sfumature di pesca bianca e albicocca, una sottile scia di pomice e mentuccia. Il palato è coerente, accogliente, di grande dinamismo e soddisfazione. Un vino che racconta una storia lontana.

Trovare vini così in Toscana è un valore assoluto: la consacrazione di un’idea e di una filosofia produttiva che mette al centro rispetto della natura e visione.

Milko Chilleri
Giornalista e Sommelier, da sempre attivo comunicatore di arte cultura e gastronomia. Il vino è la mia passione: un bellissimo viaggio che non finisce mai.