A volte basta sedersi a tavola per iniziare un viaggio. Non necessariamente verso una destinazione lontana, ma dentro una storia fatta di persone, territori e valori che vanno oltre ciò che troviamo nel calice.

È quello che è accaduto a La Ménagère, nel cuore di Roma, dove un pranzo ha riunito il mondo del vino e quello della tutela ambientale intorno a un protagonista d’eccezione: l’Abruzzo. Un incontro organizzato da Cantina Tollo e dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, in collaborazione con l’ufficio stampa Studio Cru, per presentare una collaborazione che mette al centro il rapporto fra produzione agricola, territorio e biodiversità.

Da una parte ci sono le vigne, il lavoro quotidiano dei viticoltori, il Montepulciano e le altre varietà che hanno contribuito a costruire l’identità enologica abruzzese. Dall’altra le montagne, i boschi e una natura ancora capace di custodire una delle specie più preziose e rare della fauna italiana: l’orso bruno marsicano.

Due mondi apparentemente lontani, ma in realtà profondamente legati. Perché il territorio non finisce dove terminano i filari. È un sistema complesso nel quale agricoltura, ambiente, comunità e biodiversità convivono e si influenzano reciprocamente.

È proprio lungo questa ideale linea di confine, dalla vigna al bosco, che prende forma il progetto di Cantina Tollo a sostegno del Parco. La cooperativa abruzzese contribuirà all’acquisto e alla rigenerazione dei collari satellitari utilizzati per monitorare gli orsi: strumenti discreti, ma fondamentali per seguirne gli spostamenti e raccogliere dati preziosi per la ricerca scientifica e la conservazione della specie.

Per una realtà nata dalla terra, il gesto assume un significato che va oltre la semplice sponsorizzazione. Fondata nel 1960, Cantina Tollo ha costruito la propria storia sul lavoro condiviso di centinaia di soci viticoltori e su un rapporto quotidiano con il territorio. Sostenere la tutela dell’orso significa quindi riconoscere che il paesaggio agricolo e quello naturale non sono realtà separate, ma parti dello stesso ecosistema.

“La collaborazione tra Cantina Tollo e il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise nasce con l’obiettivo di sostenere concretamente le attività di conservazione dell’orso bruno marsicano”, spiega Gianluca Orsini, Presidente di Cantina Tollo Group, sottolineando come l’iniziativa si inserisca in un impegno più ampio verso il territorio abruzzese, le sue comunità e il patrimonio ambientale e culturale.

Il progetto trova la sua espressione più immediata anche sulle bottiglie. La linea biologica Animaletti si presenta infatti con un nuovo look e con il bollino che riporta l’emblema del Parco.

Montepulciano d’Abruzzo, Cerasuolo d’Abruzzo, Trebbiano d’Abruzzo, Pecorino, Passerina e Primitivo diventano così ambasciatori di un messaggio che va oltre il vino. L’etichetta diventa una piccola finestra sul paesaggio e ricorda al consumatore che dietro una bottiglia esiste un territorio fatto di persone, colture, animali e ambienti da preservare.

Una filosofia coerente con il percorso intrapreso da Cantina Tollo sul fronte della sostenibilità, rafforzato dalla certificazione Equalitas, che considera insieme dimensione ambientale, sociale ed economica.

Ed è naturalmente davanti ai calici che il racconto torna alla sua dimensione più concreta. La degustazione dei vini Animaletti accompagna il pranzo attraverso alcune delle principali espressioni della viticoltura abruzzese.

Il Pecorino si presenta con il carattere che ha reso questo vitigno una delle varietà bianche più interessanti della regione: freschezza, struttura e una componente aromatica capace di accompagnare bene la cucina contemporanea.

Il Trebbiano d’Abruzzo offre una lettura più immediata e gastronomica, mentre la Passerina porta nel bicchiere una piacevole vena fresca e fragrante. Tre interpretazioni diverse, ma accomunate dalla volontà di esprimere un’identità territoriale senza appesantire il vino di sovrastrutture.

Con il Cerasuolo d’Abruzzo il colore introduce una nuova sfumatura del racconto. È il vino che più di altri sembra unire la immediatezza del bianco alla struttura del rosso, con quella versatilità a tavola che lo rende particolarmente adatto alla cucina abruzzese e non solo.

Il Montepulciano d’Abruzzo rappresenta invece il volto più profondo e riconoscibile della regione. Un rosso che trova nella struttura e nel carattere del vitigno la propria cifra identitaria e che riporta il discorso direttamente alla vigna, là dove tutto questo progetto prende origine.

Per il Parco, proteggere l’orso non significa soltanto custodire un animale simbolo. Significa conoscere e preservare un intero ecosistema.

“La tutela dell’orso bruno marsicano è una responsabilità che il Parco porta avanti ogni giorno attraverso ricerca, monitoraggio, prevenzione e lavoro sul territorio”, sottolinea Giovanni Cannata, Commissario del Parco, ricordando anche l’importanza delle collaborazioni con il mondo produttivo.

Alla fine, il significato dell’iniziativa sta forse proprio nel cambio di prospettiva suggerito da una bottiglia. Il vino racconta sempre un luogo: il clima, i suoli, le varietà, il lavoro agricolo e la cultura di chi lo produce.

Con Animaletti, Cantina Tollo prova ad allargare quel racconto. Il paesaggio del vino comprende anche ciò che sta oltre il vigneto: i boschi, gli animali, gli equilibri naturali che rendono unico un territorio.

E così, accanto al Montepulciano e al Cerasuolo, sulle etichette entra anche l’immagine di un animale che dell’Abruzzo più selvaggio è diventato simbolo. Un piccolo segno per ricordare che la sostenibilità, prima ancora di essere una parola da etichetta, è una relazione: fra chi coltiva la terra e chi la abita, fra produzione e conservazione, fra il presente e il paesaggio che vogliamo lasciare domani.

Alberto Chiarenza
Sono romano ma cresciuto in Sudafrica: porto uno sguardo multiculturale, eleganza e passione enogastronomica. Sommelier e Assaggiatore ONAV, vivo il vino come stile di vita e continua ricerca.