Il distretto vitivinicolo di Montepulciano (SI) conferma un modello fondato sulla multifunzionalità territoriale, come mostra la ricerca del Santa Chiara Lab in collaborazione con il Consorzio del Vino Nobile. L’80% delle imprese è guidato dal titolare e l’84% ha una gestione familiare, con attività connesse – ospitalità, degustazioni, vendita diretta – che in alcuni casi rappresentano fino al 90% del fatturato. Un approccio che sostiene anche le microimprese e si inserisce nelle dinamiche del turismo esperienziale.

Secondo l’indagine, il 75% delle aziende offre agriturismo, il 50% degustazioni e il 35% ristorazione, mentre cresce l’attenzione verso la sostenibilità, con oltre il 60% delle realtà certificate in ambito biologico o ambientale. La transizione richiede nuove competenze: ospitalità (61%), marketing (28%) e gestione tecnica (22%).

Sul fronte internazionale, l’analisi di Nomisma sul mercato statunitense evidenzia l’interesse per il Vino Nobile “Pieve”, associato a qualità, storia e identità. Quasi il 90% degli operatori americani lo ha già inserito o lo inserirà in carta, con una collocazione attesa in fascia alta.

Il Consorzio presenta anche il volume “Le Pievi del Vino Nobile di Montepulciano”, curato da Jessica Dupuy e Andrea Lonardi, che approfondisce le dodici sottozone e il loro valore storico e geografico.

Nel 2025 la vendemmia ha registrato un andamento climatico variabile ma favorevole alla qualità, con vini equilibrati e buona potenzialità d’invecchiamento. Il 2023, ora in commercio, offre vini di finezza ed equilibrio, sostenuti da struttura e aromi definiti.

Il 2026 segna inoltre i 400 anni dalla nascita di Francesco Redi, autore del celebre “il Montepulciano d’ogni vino è il re”, con un programma di iniziative culturali dedicate.

Milko Chilleri
Giornalista e Sommelier, da sempre attivo comunicatore di arte cultura e gastronomia. Il vino è la mia passione: un bellissimo viaggio che non finisce mai.