Assaggiando il Villa Travignoli 2022, mi sono subito trovato immerso nella più autentica tradizione toscana. La pratica del “Governo all’Uso Toscano”, presente nei disciplinari del Chianti ma ormai quasi dimenticata, torna qui con forza: secondo la ricetta di Bettino Ricasoli, il blend prevedeva il 70% di Sangiovese, 15% di Canaiolo e 15% di Malvasia. Un metodo dell’Ottocento pensato per conferire ai vini struttura, colore e alcolicità simili ai Bordeaux francesi più amati dell’epoca.
Villa Travignoli 2022 riesce a tramandare questa tradizione con orgoglio, dando vita a un Chianti Rufina (Firenze) dalle acidità smussate e dalla rotondità più marcata. Il rubino intenso del vino cattura subito lo sguardo, mentre al naso esplode un frutto rosso e nero maturo, accompagnato da sferzate di macchia mediterranea e leggere note aromatiche. Al palato, la tensione sostiene un frutto croccante e saporito, con una lunghezza finale di grande soddisfazione e una sottile speziatura che completa l’esperienza.
Villa Travignoli 2022 rappresenta un unicum nel suo genere: una perla in un territorio noto per la qualità dei suoi vini, capace di trasportare chi lo degusta direttamente nel cuore della Toscana.





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