Nel 2025 l’agricoltura italiana ha mostrato un andamento stabile, con una lieve crescita della produzione e un miglioramento del valore agricolo, sostenuto soprattutto dall’aumento dei prezzi. È quanto emerge dai Conti economici dell’agricoltura diffusi dall’Istat.

Il settore agricoltura, silvicoltura e pesca ha registrato un incremento dello 0,3% dei volumi produttivi, mentre il valore aggiunto in volume è rimasto pressoché invariato (–0,1%). La dinamica dei prezzi ha spinto il valore della produzione a 80,1 miliardi di euro, in aumento del 3,9% rispetto al 2024. L’occupazione, misurata in unità di lavoro, ha segnato un calo dello 0,5%, con una riduzione dei lavoratori indipendenti non compensata dall’aumento dei dipendenti.

Nel dettaglio, le coltivazioni hanno mostrato andamenti differenziati: cereali (+4,1% in volume), vino (+2,9%) e olio d’oliva (+9,6%) in crescita, mentre frutta (–7,3%) e ortaggi hanno registrato flessioni legate soprattutto ai prezzi. La zootecnia ha confermato un ruolo centrale, con un valore della produzione che ha superato i 25 miliardi di euro, sostenuto da un forte rialzo dei prezzi lungo tutta la filiera.

I consumi intermedi hanno superato i 32 miliardi di euro, pari al 42,7% del valore della produzione, con un aumento dell’1,9% in valore. Tra le voci più rilevanti figurano mangimi, energia, sementi e concimi. Nonostante la ripresa dei costi, la ragione di scambio è rimasta positiva (+3,0%), segnalando un miglioramento della redditività rispetto agli anni precedenti.

A livello territoriale, il quadro è eterogeneo: crescita dei volumi nel Nord-Ovest, nel Centro e nel Sud, mentre il Nord-Est e le Isole hanno registrato lievi cali. Le performance migliori si sono osservate in Valle d’Aosta (+6,7% in volume) e Marche (+5,0%), mentre le flessioni più marcate hanno riguardato l’Emilia Romagna (–2,1%).

Nel confronto europeo, l’Italia mantiene il primato nel valore aggiunto agricolo con 42,5 miliardi di euro, pari al 16,9% del totale Ue27. La produzione nazionale si colloca invece al quarto posto, dopo Francia, Germania e Spagna.

Il 2025 conferma così un settore che, pur tra costi in ripresa e calo dell’occupazione, continua a mostrare capacità di adattamento e un ruolo strategico per l’intera filiera agroalimentare.

Milko Chilleri
Giornalista e Sommelier, da sempre attivo comunicatore di arte cultura e gastronomia. Il vino è la mia passione: un bellissimo viaggio che non finisce mai.