Nel cuore del Chianti Classico, l’autunno si veste di colori magnifici, così come le vigne, che si tingono qua e là di mille sfumature. Le vigne sono le protagoniste e spettatrici silenziose fin dall’inizio della nascita dell’azienda Querceto di Castellina, che con i suoi 80 anni si consacra come una realtà consolidata nel territorio.

Il Sangiovese qui trova le sue massime espressioni, ma sono valorizzati anche altri vitigni, dal Merlot al Cabernet Franc, fino ai bianchi Viognier e Roussanne. Sono passati molti anni da quando in questa zona i vini erano austeri e un po’ spigolosi, dovuto sia alla posizione che al clima più rigido.

I famigerati cambiamenti climatici, con l’aumento delle temperature e gli inverni meno ghiacciati, hanno apportato numerosi benefici e quindi non troviamo più le annate in cui la maturazione delle uve era difficoltosa. Adesso, grazie anche al lavoro che è stato fatto e che costantemente e meticolosamente si fa, possiamo ammirare distese di grappoli belli e maturi lungo i filari dei 12 ettari coltivati.

Intorno, un fitto bosco crea le condizioni ideali, sia per ombreggiare il vigneto evitando che i grappoli si scottino in estate, sia per mantenere umidità costante e protezione dalla forza del vento in inverno.

Accolti e un po’ coccolati da Jacopo, il titolare, e da tutto lo staff, abbiamo partecipato a una splendida verticale di dieci vini che dall’annata 1998 arrivava fino al 2023. L’utilizzo negli ultimi anni di botti di cemento ha reso ancora più equilibrato il vino, senza alterare l’identità e il carattere del Sangiovese.

Grazie anche ai terreni di Alberese, che donano ai vini freschezza e complessità, anche i vini più affinati si sono rivelati in ottima forma, con l’evoluzione della frutta rossa che nel tempo diventa sempre più matura, insieme a evidenti aromi terziari.

Tre annate si sono rivelate tra le più interessanti:

  • 2021: un’annata recente che può migliorare ancora, ma che già mostra struttura, note balsamiche e giovane frutta rossa; buona sapidità.

  • 2016: evoluzione al naso con frutta più matura, spezie e una leggera nota ematica; intensa ed elegante.

  • 2004: rappresentazione di un vino in costante trasformazione olfattiva; leggere fragranze ossidative iniziali accompagnano profumi di frutta rossa e nera sotto spirito, tabacco dolce, fiori rossi appassiti e note minerali; ancora buona acidità e tannino setoso.

Un breve corso di cucina, tenuto il giorno seguente dalla signora, è diventato anche il nostro curioso pranzo, offrendo l’occasione per scoprire sapori e fragranze locali.

L’abbiamo definita un’intensa giornata tranquilla, immersi in un ambiente pacato e calmo, mentre si parla e si degusta del buon vino.

Roberto Montelatici
Sommelier da oltre 10 anni e da sempre appassionato di vino, amo viaggiare per scoprire l'enogastronomia in tutte le sue sfumature. Dalle piccole fattorie ai grandi produttori, esploro, assaggio e racconto le loro storie attraverso le mie parole.