L’Agriturismo Casale Poggio Nebbia e la cantina PrimaLuce sorgono nella località Farnesiana, sulle colline di Tarquinia, in provincia di Viterbo, a pochi chilometri dal mare e dal centro storico della città etrusca. Di proprietà della famiglia Cedrini, la tenuta si estende per 60 ettari coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica, con varietà autoctone e internazionali come Vermentino, Viognier, Cesanese, Sangiovese e Syrah. Ne abbiamo parlato con Anna Cedrini.
Come nasce la storia della vostra cantina e in che modo si è evoluta di fronte ai cambiamenti globali degli ultimi anni?
“La nostra è una cantina molto giovane. Siamo nati nel 2023 con la prima vinificazione in azienda delle uve prodotte nei nostri vigneti, coltivati in regime biologico fin dal 2012. Il rispetto della terra e delle nostre origini ha sempre guidato ogni scelta. Continuiamo quindi a lavorare in modo semplice e naturale, integrando quelle tecnologie che oggi permettono di migliorare il lavoro senza snaturarne l’essenza.”
Qual è stata l’ispirazione che vi ha avvicinato alla viticoltura e come è cambiata la vostra visione con l’arrivo di tecnologie e pratiche più sostenibili?
“All’inizio non si è trattato tanto di un’ispirazione quanto di una necessità. Gestendo una struttura agrituristica avevamo bisogno di una coltivazione che consentisse di mantenere la prevalenza dell’attività agricola. Essendo situati su una collina argillosa, la scelta è naturalmente ricaduta sul vigneto. Solo cinque o sei anni fa abbiamo iniziato a considerare la viticoltura come una componente strategica e distintiva dell’azienda. Con il supporto del nostro enologo, Daniele Di Mambro, abbiamo avviato un importante lavoro di recupero di un vigneto ormai compromesso, realizzato nuovi impianti per un ettaro e mezzo e, nel 2023, inaugurato la nostra cantina.”
“Quali varietà coltivate oggi e come le vostre scelte stanno dialogando con il cambiamento climatico e con le richieste dei mercati internazionali?”
“I vitigni a bacca rossa sono quelli previsti dal disciplinare della DOC Tarquinia Rosso: Sangiovese, Montepulciano, Cabernet e Cesanese. Abbiamo però scelto di vinificarli tutti in purezza e di utilizzare il Cesanese per la produzione del nostro rosato. Per i bianchi coltiviamo Vermentino e Viognier, anch’essi vinificati separatamente. Considerata la giovane età della cantina, è ancora presto per valutare il rapporto tra i nostri vini, il cambiamento climatico e l’evoluzione dei mercati. Possiamo però affermare che continueremo a coltivare nel pieno rispetto dell’ambiente, monitorando con attenzione le dinamiche commerciali senza rinunciare ai nostri valori e alla nostra etica professionale.”
“Quali trasformazioni prevedete nel mondo del vino nei prossimi anni, tra sostenibilità, digitalizzazione, intelligenza artificiale e nuovi modelli di comunicazione?”
“Sono convinta che il mercato premierà sempre di più la qualità e la sostenibilità. Ma sarà altrettanto importante la capacità di raccontare il vino, il territorio e le persone che si celano dietro ogni bottiglia. Sarà proprio questo racconto a fare la differenza.”





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