C’è un luogo, alle porte del Chianti, dove il vino non è soltanto un prodotto agricolo ma un elemento identitario che attraversa la storia, la cultura e la vita quotidiana della comunità. È Impruneta, borgo toscano che da cento anni celebra questo legame attraverso la Festa dell’Uva di Impruneta (FI), una delle manifestazioni popolari più longeve e riconoscibili del panorama nazionale.
Nata nel 1926 per rendere omaggio alla vendemmia e al lavoro delle campagne, la Festa dell’Uva di Impruneta (FI) è cresciuta nel tempo trasformandosi in un grande spettacolo collettivo. Al centro restano i quattro rioni storici, Sant’Antonio, Pallò, Fornaci e Santa Maria, protagonisti di una competizione che mobilita l’intero paese.
“Per un imprunetino la Festa dell’Uva è veramente una parte della vita”, spiega Filippo Venturi, presidente dell’Ente Festa dell’Uva di Impruneta (FI). “Si nasce e appena nati si entra nel rione. Il babbo e la mamma ci portano nel rione e lì si fanno le amicizie, diventa una comunità”.
Dietro gli spettacoli che arrivano in piazza c’è un lavoro lungo un anno. Sartorie, laboratori scenografici, costruzione dei carri, cucine e organizzazione coinvolgono centinaia di volontari di ogni età. “La vera forza della Festa dell’Uva di Impruneta (FI) è che fa lavorare insieme persone di ogni età e di ogni condizione sociale”, racconta Venturi. “Persone che forse non si incontrerebbero in un’altra maniera”.
Pur essendosi evoluta e rinnovata nel linguaggio, la Festa dell’Uva di Impruneta (FI) mantiene saldo il rapporto con il mondo agricolo. “Il vino c’è sempre nelle storie”, afferma Filippo Venturi. “Il vino e l’uva sono frutto delle stagioni, degli elementi e del lavoro dell’uomo”.
Un legame che trova una delle sue espressioni più originali nei mosaici d’uva che decorano i carri allegorici. Chicchi di uva bianca e nera vengono applicati manualmente per realizzare immagini e motivi ornamentali che caratterizzano la manifestazione. “Questa è una cosa tipica inventata dagli imprunetini”, sottolinea Venturi. “L’uva a mosaico ci contraddistingue”.
La connessione tra Impruneta e il vino emerge anche attraverso le storiche etichette d’autore promosse dall’Ente Festa dell’Uva di Impruneta (FI). Da oltre quarant’anni artisti di rilievo realizzano opere destinate a bottiglie in edizione limitata contenenti vino del territorio. “Vogliamo fare incontrare il vino dell’Impruneta con l’arte”, spiega il presidente.
Accanto alla tradizione vitivinicola trova spazio anche quella gastronomica. Impruneta è infatti conosciuta per il peposo, piatto simbolo della cucina locale, nato attorno alle fornaci del cotto e ancora oggi elemento distintivo dell’identità del territorio.
A cento anni dalla sua nascita, la Festa dell’Uva di Impruneta (FI) continua così a raccontare il volto autentico di una comunità posta alle porte del Chianti. Una manifestazione che utilizza l’uva e il vino come strumenti di narrazione collettiva e che, come ricorda Filippo Venturi, trova il suo successo più grande nelle emozioni condivise: “La festa vince quando le persone si emozionano”.




![Vino al Vino, da Panzano il Gallo Nero riparte a cresta alta [VIDEO]](https://www.rossorubino.tv/wp-content/uploads/2020/09/panzano_vino-al-vino_rossorubino-100x70.jpg)
![Guicciardini Strozzi, “La Vernaccia è una donna che sa quello che vuole” [VIDEO]](https://www.rossorubino.tv/wp-content/uploads/2020/03/Vernaccia_Guicciardini.jpg)
![Nobile di Montepulciano, focus anteprima 2020 [VIDEO]](https://www.rossorubino.tv/wp-content/uploads/2020/03/maxresdefault-4-100x70.jpg)