Questa mattina, ai microfoni della radio “Il Sole 24 Ore”, l’enologo e presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella ha analizzato il tema delle vendemmie anticipate, invitando a superare la narrazione che associa automaticamente il cambiamento climatico a un impatto negativo sulla qualità dell’uva. Durante l’intervista, Cotarella ha ricordato che “non necessariamente questi cambiamenti sono negativi” e che la viticoltura “si evolve per definizione”.
In molte aree d’Italia la maturazione dell’uva si presenta più precoce rispetto alla tradizione. Un fenomeno che, secondo Cotarella, va interpretato con maggiore profondità: “la maturazione anticipata ha cambiato i parametri, ma non è del tutto negativa”. Il presidente ha spiegato come l’anticipo sia stato gestito attraverso una gestione scientifica del vigneto, basata su interventi tecnici e verifiche costanti: controllo dell’acqua, equilibrio della chioma, protezione dei grappoli e monitoraggio delle condizioni microclimatiche.
Cotarella ha sottolineato che “le piante, come le persone, possono ammalarsi” e che l’approccio moderno non può più basarsi sull’idea che la natura operi da sola. A questo proposito ha evidenziato un punto cruciale: “bisogna superare alcune credenze secondo cui l’uva e il vino sarebbero prodotti che vengono da soli”.
Ha aggiunto che una parte di chi lavora nel settore continua a concepire la viticoltura come un divertimento, basandosi su pratiche e convinzioni “ormai vetuste che non hanno a che vedere con la realtà attuale”. Un richiamo diretto alla necessità di abbandonare visioni semplicistiche, perché oggi il vigneto richiede competenze tecniche, monitoraggi continui e decisioni agronomiche complesse. Come ha ricordato lo stesso Cotarella: “cambiando le condizioni ambientali, siamo cambiati anche noi”.
Accanto agli aspetti climatici, Cotarella ha richiamato l’attenzione su un tema altrettanto rilevante: la crisi di mercato. “Il mercato non risponde come rispondeva anni fa”, ha dichiarato, evidenziando come alcune narrazioni sul consumo di vino rischino di danneggiare un comparto che produce ogni anno centinaia di milioni di bottiglie. Il presidente ha ribadito che il consumo moderato e consapevole “non è contrario alla salute”, invitando a evitare approcci allarmistici.
La viticoltura italiana, conclude Cotarella, deve continuare a coniugare tradizione e innovazione, adottando strumenti scientifici e strategie preventive per affrontare gli estremi climatici. L’obiettivo è mantenere qualità e competitività, senza cedere a visioni semplificate che non rappresentano la complessità del settore.





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