Arneis Tre Fie, la lettura morrese di un vitigno storico

Un racconto che attraversa la sensibilità produttiva della Cantina Marrone e trova sintesi in una chiara identità varietale.

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L’Arneis Tre Fie nasce come dedica di Gian Piero Marrone alle sue tre figlie — Denise, Serena e Valentina — e rappresenta una delle espressioni più significative della cantina. Il legame familiare si intreccia con una lettura precisa del territorio, dove questo vitigno trova condizioni ideali per esprimere un profilo aromatico riconoscibile e misurato.

I vigneti si trovano a 380 metri di altitudine, con esposizione nord-ovest. Il suolo presenta una prevalenza di sabbia rispetto a limo e argilla, caratteristica che favorisce finezza e complessità olfattiva, con particolare evidenza delle componenti fruttate e floreali. Le vigne, allevate a Guyot tradizionale, risalgono mediamente al 1975 e mantengono una produzione equilibrata, coerente con l’identità del vitigno.

La vendemmia è manuale e si svolge nella prima settimana di settembre, suddivisa in due passaggi distanziati di 1-2 settimane per raccogliere i grappoli solo quando raggiungono la maturazione ideale. Le uve vengono poi portate in celle frigo e raffreddate fino a 6 °C, una fase essenziale per preservare i profumi durante la pressatura. La macerazione a freddo sulle bucce dura 6-8 ore, mentre la fermentazione avviene in acciaio a 15-17 °C. Seguono batonnage e affinamento sulle fecce fini per almeno 7 mesi, prima dell’imbottigliamento sotto copertura di azoto.

Nel calice il Tre Fie si presenta con un paglierino tenue e riflessi dorati. Al naso emergono gelsomino, accenti tropicali e una lavanda in fiore che dona freschezza, seguiti da pesca bianca, nocciola e leggere sfumature di camomilla. Il sorso è lineare e vivace, sostenuto da una mineralità che accompagna la maturità del frutto. Il finale è lungo, pulito, continuo, coerente con la natura del vitigno e con la scelta di valorizzare il territorio attraverso una vinificazione attenta e rispettosa.

E in chiusura resta una nota lieve, come un gesto familiare che attraversa il tempo e riaffiora nel bicchiere.

Milko Chilleri
Giornalista e Sommelier, da sempre attivo comunicatore di arte cultura e gastronomia. Il vino è la mia passione: un bellissimo viaggio che non finisce mai.