Il Chianti Classico riparte dal territorio

Il Gallo Nero ha appena celebrato i suoi 300 anni di storia, e la Collection del Chianti Classico 2017  è stata l’occasione per presentare in anteprima una delle annate più interessanti degli ultimi anni, la 2015.

“Direi di livello qualitativo eccezionale” – dichiara Giuseppe Liberatore Direttore del Consorzio Chianti Classico – “non credo di ricordare due annate di seguito (2015 – 2016) così da cinque stelle di questo livello negli ultimi 10/15 anni”

“Un grande occhio di riguardo al 2015 “ – commenta Andrea Galanti, Sommelier AIS – “che è quel mix di croccantezza e potenzae soprattutto vini di grande potenziale evolutivo su quelle che saranno le riserve e le Gran Selezioni”

L’evento svolto alla Stazione Leopolda di Firenze  ha visto anche il riconoscimento dei vincitori del premio Giulio Gambelli riservato ad enologi  under 35 che si ispirano al grande Maestro del Sangiovese.

“Riconosceva i vini prodotti nella vigna x più che nella vigna y” – racconta Carlo Macchi, ideatore del priemio Giulio Gambelli – “del Sangiovese sapeva tutto. Il grande enologo dovrebbe essere un agronomo che sa anche fare il vino, quindi rispettare quello che passa quell’anno il Convento, facendo lavorare al meglio la vigna.”

Il Chianti Classico riparte dal suo territorio, già candidato a patrimonio dell’umanità oggi mette l’accento alla sua bellezza  paesaggistica, e grande vocazione enologica.

“I vini del Chianti Classico richiamano ad un posto” – commenta Sebastiano Capponi, Vicepresidente Consorzio del Chianti Classico – “non sono vini assemblati in una cantina nel mezzo del nulla. Sono vini del territorio, la gente viene a visitare questi posti, conosce Radda, conosce Greve, Castellina, Gaiole, poi può riferire a quel posto che ha visitato anche il vino che lì viene prodotto”

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