Debutta nel panorama enologico italiano una soluzione pensata per rafforzare la presenza del vino nazionale negli Stati Uniti. Fieramente, realtà fondata nel 2015 in Toscana, ha sviluppato un modello di fulfillment USA che permette alle cantine di distribuire il prodotto direttamente da magazzini americani, con consegne in 24 ore al consumatore finale.

Il progetto nasce in un contesto complesso: dazi statunitensi al 10%, un dollaro più debole e consumi in calo stanno mettendo sotto pressione il primo mercato del vino italiano. Prima dei dazi, gli USA rappresentavano il 24% dell’export nazionale, pari a circa 2 miliardi di euro l’anno. Nel periodo aprile 2025 – marzo 2026 l’export ha perso oltre 340 milioni di euro, registrando un –17% in valore e volumi ai minimi degli ultimi dieci anni. Nel 2025 i consumi americani sono scesi del 6,6% e le cantine hanno ridotto i listini del 9% per restare competitive.

In questo scenario Fieramente propone una struttura logistica che semplifica le operazioni verso gli USA. Le aziende trasferiscono negli hub americani una quota della produzione destinata ai privati, così da evitare spedizioni transoceaniche per ogni singolo ordine. Se un cliente acquista durante una visita in cantina o richiede una bottiglia per una ricorrenza, la spedizione parte direttamente dal magazzino statunitense, riducendo i tempi da circa un mese a sole 24 ore. Non sono previsti minimi d’ordine, né vincoli sui volumi.

“Questa soluzione nasce dalla consapevolezza di dover supportare il settore vitivinicolo con strumenti nuovi e più evoluti” spiegano i fondatori di Fieramente. “Abbiamo scelto di strutturare un centro interno di ricerca e sviluppo dedicato allo studio di soluzioni logistiche che rispondano alle sfide del mercato moderno. Il servizio non si limita a spedire il prodotto, ma ne ottimizza il posizionamento globale”.

Il modello introduce anche un vantaggio ambientale. Il trasporto marittimo consente di ridurre le emissioni di CO₂ di oltre il 90% per singola unità trasportata, mentre gli imballaggi in polpa di cellulosa sostituiscono completamente plastiche e polistirolo. Una scelta rilevante soprattutto negli stati americani dove i costi di smaltimento del polistirolo sono aumentati per effetto di normative più stringenti.

Il servizio è già operativo con alcune cantine italiane e l’obiettivo è ampliare la rete alle realtà interessate a un modello distributivo più sostenibile, rapido ed efficiente.

redazione rossorubino
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