La ricerca viticola toscana introduce il Sangiovese TEA, una nuova generazione di piante ottenute tramite tecniche di evoluzione assistita che modificano in modo mirato il DNA senza inserire geni esterni. Il progetto è sviluppato da Coldiretti Toscana, Vigneto Toscana, CREA-Ve e Università di Udine, con il supporto del Consorzio Agrario del Tirreno.

Le TEA consentono di intervenire su specifiche sequenze genetiche già presenti nella pianta, accelerando processi evolutivi che in natura richiederebbero decenni. Nel caso del Sangiovese, i ricercatori hanno lavorato su geni legati alla tolleranza allo stress idrico e alla resistenza all’oidio, due fattori che incidono in modo crescente sulla stabilità produttiva. L’approccio utilizza sistemi di editing come Cas9, impiegato per indurre mutazioni puntuali e controllate.

Secondo Riccardo Velasco, direttore del CREA Viticoltura ed Enologia, servono circa 18 mesi per ottenere una pianta completa a partire da una singola cellula editata. La fase successiva prevede la crescita in condizioni controllate, la verifica della stabilità genetica e l’avvio delle prove agronomiche. Solo dopo la produzione delle prime uve sarà possibile confermare la piena corrispondenza varietale del vino ottenuto.

La prima pianta di Sangiovese TEA è attualmente in sviluppo in vitro nei laboratori del CREA di Conegliano (TV). Le applicazioni in campo, una volta completati i controlli fitosanitari e genetici, permetteranno di valutare parametri come vigoria, risposta allo stress, produttività e comportamento enologico.

Per Letizia Cesani, presidente di Coldiretti Toscana, l’obiettivo è fornire alle imprese strumenti che permettano di mantenere qualità e continuità produttiva in un contesto climatico sempre più variabile. Anche Leonardo Marras, assessore regionale all’agricoltura, sottolinea il ruolo della ricerca pubblica come leva per la competitività del settore.

Il progetto rappresenta un passo verso una viticoltura capace di integrare tradizione e innovazione, mantenendo il Sangiovese al centro dell’identità produttiva toscana.

Milko Chilleri
Giornalista e Sommelier, da sempre attivo comunicatore di arte cultura e gastronomia. Il vino è la mia passione: un bellissimo viaggio che non finisce mai.