La Camera ha approvato la legge di conversione del ddl sui reati agroalimentari, introducendo nel codice penale un nuovo capo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare. La riforma aggiorna un impianto normativo rimasto invariato per decenni e interviene su un settore che, secondo Coldiretti, vale 707 miliardi di euro, con una Dop Economy che in Toscana raggiunge 1,4 miliardi.

Il provvedimento recepisce le linee della cosiddetta “Legge Caselli”, sostenuta dall’Osservatorio Agromafie guidato da Gian Carlo Caselli, e arriva dopo un percorso iniziato oltre dieci anni fa. La nuova disciplina definisce in modo più preciso le condotte fraudolente, introduce aggravanti legate alla presenza criminale organizzata e rafforza le pene per la contraffazione delle indicazioni geografiche.

Secondo l’ultimo Rapporto Coldiretti–Eurispes–Osservatorio Agromafie, il volume d’affari dei crimini agroalimentari in Italia ha raggiunto 25,2 miliardi di euro, quasi raddoppiando nell’ultimo decennio. La legge interviene anche sul fronte amministrativo, irrigidendo le sanzioni per violazioni relative a etichettatura, indicazione dell’origine, elenco degli ingredienti e uso improprio delle denominazioni.

Coldiretti Toscana esprime apprezzamento per il lavoro del ministro Francesco Lollobrigida, sottolineando come la trasparenza dell’origine resti uno strumento essenziale per contrastare l’italian sounding, fenomeno che sfrutta trasformazioni minime per far apparire come italiani prodotti esteri.

La fase applicativa sarà ora determinante per rendere operative le nuove misure e rafforzare la tutela delle produzioni nazionali lungo l’intera filiera.

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