Polluce, la Syrah dal profilo tattile

Un intreccio di aromi, materia e scelte produttive che restituisce la Syrah Polluce nella sua coerenza stilistica.

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Tattile, secondo il vocabolario, è un aggettivo che indica ciò che riguarda il tatto, la capacità di percepire pressione, forma, consistenza, temperatura e vibrazioni attraverso la pelle. È da questa idea di percezione fisica e immediata che prende avvio il racconto della Syrah Polluce 2022 di Chiara Vinciarelli, prodotta a Cortona (Arezzo), una bottiglia che invita a leggere il sorso come un gesto sensoriale completo.

Nel calice si presenta rubino compatto con riflessi viola. Il naso si apre su amarene, marasche e note di sottobosco, accompagnate da richiami di umus e corteccia. Una scia pepata, precisa e riconoscibile, introduce un palato dinamico, immediato nella soddisfazione. Sul finale la componente fruttata si intreccia a un accenno di burro di cacao e nocciole americane, dettaglio che aggiunge profondità senza appesantire.

La tattilità evocata dal vino ritorna anche nell’etichetta, elegante e discreta, che racconta la genesi del nome Polluce, inseparabile da Castore come i gemelli della tradizione mitologica. Un riferimento semplice, ma capace di dare un contesto narrativo coerente al progetto.

A tavola la Polluce 2022 si muove con naturalezza. Non cerca protagonismi: accompagna. Dai primi piatti di carne ai secondi più strutturati, trova sempre un punto d’incontro, mantenendo equilibrio e linearità. È una Syrah che si lascia scoprire sorso dopo sorso, senza forzature.

Nel lavoro di Chiara Vinciarelli si percepisce una direzione chiara, fatta di scelte ponderate e di una crescita che procede con coerenza. La Polluce 2022 ne è una testimonianza diretta, capace di raccontare la tattilità del vitigno e la sincerità del territorio di Cortona.

Milko Chilleri
Giornalista e Sommelier, da sempre attivo comunicatore di arte cultura e gastronomia. Il vino è la mia passione: un bellissimo viaggio che non finisce mai.