La storia di Alberto Montigiani, giovane produttore di Reggello (FI), è un esempio di come l’innovazione possa nascere dalla tradizione senza snaturarla. La sua azienda agricola ha festeggiato da poco i primi dieci anni di attività, un traguardo che racconta un percorso iniziato molto prima, quando un viaggio in Australia gli fece comprendere il valore del Made in Italy e la necessità di costruire un progetto radicato nel territorio.
Montigiani è partito da zero: nessun oliveto, nessun macchinario, solo passione e la volontà di investire nel luogo in cui è cresciuto. Le prime sessanta piante di famiglia sono diventate il punto di partenza di un lavoro che oggi si esprime attraverso diverse selezioni di olio extravergine, ottenute da cultivar tipiche come leccino, frantoio e moraiolo. Una produzione che punta sulla qualità e sulla riconoscibilità del territorio, con profili organolettici pensati per la ristorazione e per un pubblico sempre più attento.
Accanto all’olio, Montigiani ha scelto di intraprendere una strada meno prevedibile: la creazione di un gin. Una decisione che nasce dal desiderio di ampliare il linguaggio dell’olivicoltura, inserendo l’olio extravergine all’interno di un London Dry. “È stato un atto di coraggio”, racconta Alberto Montigiani, “perché inserire l’olio in un distillato secco era una scelta controcorrente. Ma grazie al lavoro dei distillatori siamo riusciti a ottenere una texture diversa, più morbida, pur mantenendo la verticalità del gin”.
Il risultato è un prodotto che ha contribuito a far conoscere il marchio Montigiani oltre i confini dell’olivicoltura, aprendo nuovi sbocchi commerciali e consolidando l’immagine di un’azienda giovane e dinamica. Il gin, utilizzato sia in miscelazione sia come digestivo, è diventato un esempio concreto di come la tradizione possa dialogare con forme contemporanee di consumo.
Il territorio di Reggello (FI) gioca un ruolo centrale in questa storia. L’area è riconosciuta a livello nazionale e internazionale per la qualità dell’olio, e oggi vive un momento di rinnovamento grazie al cambio generazionale di molte aziende. La nascita del progetto Reolio, che riunisce diversi produttori locali, testimonia la volontà di fare rete e di valorizzare un’identità comune. “La qualità e la storia devono andare di pari passo”, spiega Montigiani, “perché il consumatore cerca autenticità e coerenza tra ciò che si racconta e ciò che si produce”.
Innovare senza tradire la propria identità significa quindi mantenere un legame forte con la tradizione, guardando al futuro con consapevolezza. È una filosofia che unisce coraggio, territorio e visione, gli stessi elementi che hanno guidato Montigiani nel suo percorso. “Ci vogliono tutte queste parole”, conclude, “perché il nostro lavoro è fatto di radici e di scelte che guardano avanti”.





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