Il Consorzio del Brunello di Montalcino è pronto a lanciare Welcome, il nuovo progetto dedicato all’enoturismo, pensato per accompagnare il territorio verso un modello più sostenibile e capace di valorizzare tutte le sue componenti. A commentare obiettivi e prospettive è Violante Gardini Cinelli Colombini, consigliera del Consorzio e delegata al turismo, che offre una lettura approfondita delle sfide che attendono Montalcino (Si).
“Il turismo è uno sport di squadra”, afferma Gardini, sottolineando come la crescita dell’enoturismo richieda una visione condivisa e una collaborazione reale tra produttori, operatori dell’accoglienza e comunità locale. La sua analisi parte da una criticità concreta: “Il problema è l’overturismo”, spiega, evidenziando come la pressione dei flussi rischi di compromettere la vivibilità del territorio e la qualità dell’esperienza per i visitatori.
Per questo, la delegata al turismo indica una direzione precisa: “Dobbiamo puntare su un turismo lento, rigenerativo, che porti benessere a chi vive qui e a chi arriva”. Una visione che si inserisce in un contesto in cui Montalcino registra numeri significativi: 3.150 posti letto per 5.100 residenti, soggiorni medi di 2,4 giorni e una presenza straniera pari al 71%, con forte incidenza extraeuropea.
Gardini individua due leve fondamentali per il futuro: destagionalizzazione e decentramento. “È importante allungare la stagione sfruttando tutte le nostre risorse: il tartufo, l’olio, il paesaggio”, osserva. Ma insiste soprattutto sulla necessità di distribuire i visitatori: “Le piccole cantine non hanno niente di meno delle grandi. Devono solo metterci la faccia e raccontare la loro identità”.
Secondo Gardini, la forza di Montalcino risiede proprio nella sua diversità interna: realtà familiari che offrono un’accoglienza diretta e personale, spesso percepita come un valore aggiunto dai visitatori internazionali. “Le differenze non sono meno attraenti delle grandi strutture”, ribadisce. “Per molti turisti, l’incontro personale è un elemento decisivo”.
Il contesto conferma la necessità di una strategia strutturata: negli ultimi cinque anni gli arrivi sono cresciuti dagli Stati Uniti (+47%), dai Paesi dell’Est Ue (+87%), oltre che da Australia, Corea del Sud e Cina. Gli italiani restano il primo mercato (29%), seguiti da statunitensi (21%) e tedeschi (9%).
L’intervista a Violante Gardini mette così in luce una visione che integra sostenibilità, identità locale e accoglienza diffusa. Una prospettiva che si allinea agli obiettivi del progetto Welcome e che potrebbe definire il futuro dell’enoturismo nel territorio.





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