L’aumento dei costi dei principali fattori produttivi sta incidendo in modo diretto sulle aziende agricole italiane. Secondo le stime del Centro Studi Divulga, fertilizzanti, gasolio e materiali hanno registrato incrementi superiori al 30% nell’ultimo mese, con un impatto fino a 200 euro a ettaro. Una situazione che, per le organizzazioni di settore, richiede un intervento immediato delle istituzioni europee.

Durante la mobilitazione al Pala BigMat di Firenze, Coldiretti ha ribadito la necessità di misure comuni per evitare che la crisi ricada sui singoli Stati membri. L’associazione ha criticato l’atteggiamento della Commissione europea, chiedendo un segnale politico chiaro. Presenti il presidente Ettore Prandini, il segretario generale Vincenzo Gesmundo, il ministro Francesco Lollobrigida e la presidente di Coldiretti Toscana Letizia Cesani, insieme a oltre quattromila agricoltori.

Le analisi mostrano aumenti significativi in tutti i comparti: +205 euro a ettaro per l’olio d’oliva, +65-80 euro per i cereali, fino a 200 euro per il mais. Crescono anche i costi negli allevamenti, con +40 euro a tonnellata di latte e +25 euro per ogni capo suinicolo. Nei frutteti gli incrementi arrivano a 35 euro a tonnellata.

Particolarmente rilevante il rincaro dei fertilizzanti: l’urea ha raggiunto 815 euro a tonnellata (+40%), mentre il nitrato ammonico è salito a 500 euro (+21%). Il gasolio agricolo è passato da 0,85 a 1,38 euro al litro, con picchi in Palermo (PA) e Bari (BA). Coldiretti ha presentato una denuncia contro le speculazioni che avrebbero contribuito agli aumenti.

Il Governo ha recuperato 10 miliardi della Pac, evitando i tagli previsti, ma secondo Coldiretti serviranno ulteriori interventi per sostenere le imprese e garantire la continuità produttiva in un contesto sempre più complesso.

redazione rossorubino
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