La diffusione della Peste Suina Africana in Toscana sta mettendo sotto pressione la Cinta Senese, razza simbolo dell’allevamento brado regionale. I casi registrati a Comano (Massa‑Carrara) e San Marcello Piteglio (Pistoia) confermano un avanzamento dell’emergenza che coinvolge una filiera composta da 79 allevatori, 6 macelli e 18 imprese di trasformazione.

Nel 2025 sono stati certificati 3.135 capi e 617.423 chilogrammi di mezzene, pari a oltre 617 tonnellate, per un valore stimato di 5,5 milioni di euro. Una produzione di qualità, ma fragile: molti allevamenti familiari operano in aree collinari e montane, dove la presenza di fauna selvatica rende complessa la biosicurezza.

“La Cinta Senese vive all’aperto, nei boschi e nei territori rurali della Toscana”, spiega Nicolò Savigni, presidente del Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP. “Un solo focolaio potrebbe compromettere il patrimonio genetico della razza. Gli allevatori hanno rafforzato le misure interne, ma fuori dai confini aziendali il rischio non è sotto il loro controllo”.

Dal 2024 il Consorzio lavora alla creazione di un nucleo di riproduttori in un sito isolato, con 12‑15 femmine e 3 maschi selezionati. Nonostante sopralluoghi e valutazioni tecniche, manca ancora una decisione definitiva su localizzazione e avvio operativo.

La distribuzione degli allevamenti riconosciuti evidenzia una forte concentrazione in tre province: Siena con 24 allevamenti, Firenze e Grosseto (GR) con 14 ciascuna. Complessivamente, questi territori ospitano 52 dei 70 allevamenti certificati. L’età media dei suini alla macellazione è di 20 mesi, dato che conferma un modello produttivo lento e legato al pascolo.

“La Cinta Senese è un patrimonio storico e produttivo del Paese”, osserva Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia. “La perdita della razza danneggerebbe l’intero sistema delle DOP e IGP”.

Il Consorzio chiede interventi immediati alla Regione Toscana e ai ministeri competenti. “Non servono nuove dichiarazioni, ma atti concreti”, conclude Nicolò Savigni. “Oggi possiamo ancora salvare la Cinta Senese. Domani potrebbe essere troppo tardi”.

Milko Chilleri
Giornalista e Sommelier, da sempre attivo comunicatore di arte cultura e gastronomia. Il vino è la mia passione: un bellissimo viaggio che non finisce mai.