Bistecca alla fiorentina e Chianti Classico Riserva, ostriche e Muscadet, foie gras e Sauternes. Abbinamenti classici e intramontabili, come cinema e vino. Entrambi richiamano svago, evasione e interagiscono magicamente tra loro.
Il set cinematografico è un habitat naturale per mister Bacco, che ammicca suadente alla macchina da presa creando atmosfere di grande intimità e festa. La sua comparsa in un film è sempre un valore aggiunto, un tocco caldo e intrigante che anima e consolida la storia. Il vino è infatti presente da sempre nei film, dove narra e ha narrato momenti del quotidiano, attimi speciali, atmosfere ed emozioni.
Il vino, nei film come nella realtà, racconta storie, suggella amori, è un alleato della seduzione, evidenzia la drammaticità di un evento, porta a riflettere, aiuta a comunicare. Sa consolarci.
Cosa accade in un film quando si apre quella certa bottiglia, si parla di vino e si tiene in mano un calice? Spesso i doni elargiti dal Bacco cinematografico sono amore e seduzione. Partirei proprio da Cupido con questa prima parte dedicata alla scoperta delle pellicole dove il vino è protagonista, spettatore e artefice del destino dei personaggi.
Nella saga degli 007, da Sean Connery a Daniel Craig, lo champagne, rigorosamente Dom Pérignon o Bollinger, è il complice perfetto di un approccio seduttivo. Le donne cadono come pere cotte tra le braccia di James Bond, stregate da quelle scintillanti bollicine.
Nelle scene di “Un’ottima annata” di Ridley Scott, galeotta fu la Provenza, coi suoi vigneti, i suoi vini e i ricordi d’infanzia. Max, inflessibile e sprezzante broker londinese, interpretato da un Russell Crowe in formissima, eredita dallo zio Henry un casale in Provenza e undici ettari di vigneti. Qui, il fascino della campagna, le viti inondate di luce dorata e il ritmo lento della dimensione rurale porteranno Max ad abbandonare l’idea di vendere la tenuta ereditata e a cambiare radicalmente la sua vita.
Il film si apre con un bel flashback. Lo zio Henry e un Max ragazzino aprono insieme una bottiglia di Tempier Bandol rosso 1969. “Questo nettare sublime è semplicemente incapace di mentire – dice lo zio – Vendemmiato presto o tardi non importa: il vino ti bisbiglierà in bocca sempre con completa e imperturbabile onestà ogni volta che ne berrai un sorso”.
Max ritrova quindi il suo passato e riscopre se stesso attraverso il ricordo dello zio e dei suoi insegnamenti. Vino e vigneti fanno da sfondo a questa trasformazione di Max, che si trasferirà in Provenza, inizierà a produrre vino e si innamorerà di Fanny. Bacco e Cupido, che accoppiata.
(immagine di copertina: Albert Finney e Freddie Highmore in una scena del film A Good Year)





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