Senza attività agricola non esiste agriturismo: un settore in crescita, ma frenato da procedure complesse e dalla necessità di ampliare i servizi locali. È quanto emerso nell’incontro transfrontaliero del progetto INN‑Pratica, coordinato da Cia Agricoltori Italiani della Toscana e moderato da Giordano Pascucci, svoltosi a Firenze.

La Toscana conferma la propria leadership nazionale con 5.874 strutture, il 42% a conduzione femminile e il 20% guidate da giovani under 40. Un agriturismo su quattro supera i 200mila euro di fatturato annuo, con risultati migliori per chi integra più servizi. La permanenza media è di 3,8 giorni, con il 61,9% di arrivi stranieri e il 70% delle presenze totali.

Secondo Valentino Berni, “gli agriturismi mantengono il territorio” e rappresentano uno dei pochi comparti agricoli capaci di generare reddito stabile. Tuttavia, la burocrazia continua a pesare sulle aziende, rallentando investimenti e competitività. I dati Irpet, illustrati da Sara Turchetti, confermano la resilienza delle imprese agrituristiche: quasi la metà di quelle attive nel 2010 è ancora presente nel 2020.

La multifunzionalità resta un pilastro: solo un terzo delle strutture offre il solo alloggio, mentre crescono attività come ristorazione, trekking, corsi, degustazioni, escursioni e fattorie didattiche. Siena guida la distribuzione provinciale con 1.320 agriturismi, seguita da Grosseto e Firenze.

Per Franco Masotti, investire nel turismo rurale significa contrastare lo spopolamento e distribuire meglio i flussi turistici, valorizzando aree meno note ma ricche di risorse. Elisa Del Pianta ha ricordato come la normativa toscana sia un riferimento europeo, mentre Tommaso Buffa ha evidenziato le difficoltà legate ai costi energetici e alla manodopera.

Il progetto INN‑Pratica, presentato da Cosimo Righini, ha coinvolto Toscana, Liguria, Sardegna, Corsica e Provenza, con esempi di buone pratiche e strumenti per la valorizzazione integrata dei territori. Il portale www.qualitatoscana.it, illustrato da Lucia Tacconi, rappresenta un ulteriore passo verso una rete più solida tra agricoltura e turismo.

Milko Chilleri
Giornalista e Sommelier, da sempre attivo comunicatore di arte cultura e gastronomia. Il vino è la mia passione: un bellissimo viaggio che non finisce mai.