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Dopo una vendemmia in linea con le aspettative arrivano in bottiglia i chianti 2019, vini che grazie alla recente modifica del disciplinare, potranno essere più dolci avvicinandosi così al gusto dei mercati europei.

“Ci siamo adeguati alle norme Europee” – dichiara Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti – “in modo da consentire una elasticità maggiore ai nostri produttori per poter affrontare i mercati di tutto il mondo.”

Oltre alle annate in degustazione anche tante riserve 2017 che mettono in evidenza la scelta dei produttori di vinificare in purezza il vitigno toscano per eccellenza: il Sangiovese.

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“Per la nostra riserva 2017 abbiamo preferito togliere il vitigno internazionale” – commenta Maurizio Mazzantini, Marzocco di Poppiano – “è stata una annata molto calda ed aggressiva, e il Sangiovese al suo interno aveva tutte le caratteristiche per sostituire il complementare.”

 

“Il Sangiovese non è un vitigno facile” – commenta Diletta Malenchini, Tenute Malenchini – “ma grazie al nostro scrupoloso lavoro in cantina, siamo riusciti a dare vita ad una riserva di grande carattere, valorizzando al massimo l’espressione di questo vitigno straordinario.”

Territori diversi e molteplici caratteristiche che consentono al consumatore di avere vasta scelta sul mercato.

“Il nostro territorio, il Montalbano, ci consente di avere vini di buona acidità e di struttura” – commenta Guido Betti, Fattorie Betti – “il nostro Chianti è un vino di ingresso, ma anche dopo 7/8 anni e sicuramente nel suo pieno sviluppo.”

“La nostra riserva Ermete è composto da Sangiovese e da una piccola percentuale di Teroldego” – commenta Luca e Marianna Simoni, San Giorgio a Lapi – “mio nonno infatti aveva origini trentine ha impiantato qui in Toscana questo vitigno molti anni fa, nel nostro Ermete uniamo quindi tradizione e innovazione.”

Tanta attenzione dei viticoltori alla linea produttiva, in particolare alla raccolta delle uve che in molte zone della Toscana viene svolta ancora a mano.

“Noi in fattoria facciamo molta attenzione nel momento della raccolta che svolgiamo ancora a mano” – commenta Tiziana Sani, Fattoria Uccelliera – “per noi la differenza la fa proprio la materia prima, cerchiamo quindi di prendercene cura nel modo migliore.”

Non solo bordolesi, è bello trovare scelte di imbottigliamento che ci riportano un po’ al passato.

“Già negli anni 60 si producevano bottiglie che ricordavano una campana” – commenta Lucia Migliorini, Cantine Melini – “nelle nostre cantine abbiamo ancora molte bottiglie di quel periodo, se vogliamo richiamano anche la nostra tradizione del Fiasco.”

Quasi 500 etichette in rassegna nel corso delle degustazioni che ogni anno in febbraio accolgono addetti ai lavori ma anche migliaia di winelovers, sempre più attenti alle scelte produttive sostenibili.

“Per produrre il nostro Vegante non viene utilizzato nessun componente animale ne derivato per la lavorazione del vino” – commenta Isabelle Grabau, Fattoria di Calappiano – “anche l’etichetta è realizzata con carta riciclata. Una attenzione sia al prodotto vino che al suo packaging.”

In degustazione trovo anche un Vin Santo dal gusto secco e asciutto, come tradizione.

“Il nostro Vin Santo nasce con uve Trebbiano e Malvasia e con più di 5 anni di affinamento in caratello” – commenta Emanuela Tamburini, Agricola Tamburini – “il nostro è un Vin Santo secco e asciutto, come tradizione toscana vuole”

Un vino quello Chianti che riesce a trovare anche nuovi mercati tutti da sperimentare, come quello russo.

“I nostri vini sono molto apprezzati in Russia” – commenta Gianmarco Diddi, Terre del Bruno – “abbiamo infatti creato un blend che bilancia bene frutto, acidità e parte tannica e questo incontra i favori anche di palati più esigenti.”

A Chianti Lovers si è rinnovata anche la collaborazione con il Consorzio del Morellino di Scansano, presente alla rassegna di Firenze con 24 aziende.

“Il nostro è l’unico Sangiovese della costa Toscana” – dichiara Alessio Durazzi, Direttore del Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano – “questo permette la Morellino di avere freschezza e piacevolezza che in altri contesti viene raggiunta con l’invecchiamento. La piacevolezza dei nostri vini fresca e immediata che si ritrova anche nelle nostre riserve. “

Oltre 4000 visitatori anno animato i padiglioni della fortezza da basso di Firenze, premiando quindi la scelta del consorzio di aprire al pubblico le degustazioni