I numeri della Toscana del vino, presentati questa mattina al Teatro della Compagnia di Firenze durante PrimAnteprima, prima tappa delle Anteprime di Toscana 2026, delineano un settore che punta su identità valore e su una gestione produttiva orientata alla qualità. La produzione stimata per il 2025 raggiunge 2,2 milioni di ettolitri, un livello in linea con l’andamento dell’ultimo decennio. Dopo un 2024 caratterizzato da rese elevate, il contenimento produttivo riflette una scelta precisa: preservare la qualità delle denominazioni e mantenere stabilità nei mercati.

La superficie vitata regionale supera i 60.000 ettari, con il 97% dei vigneti iscritti a DOP, una quota nettamente superiore alla media nazionale. Il Sangiovese rappresenta il 60% delle superfici, mentre le province di Siena e Firenze coprono insieme il 62% del vigneto toscano. La diversità dei microclimi, dall’Appennino alle isole, contribuisce alla resilienza del sistema rispetto ai cambiamenti climatici.

Il rinnovamento strutturale è sostenuto dalla misura OCM Ristrutturazione, che ha interessato il 61% delle superfici vitate. Oggi il 55% dei vigneti ha meno di vent’anni, un dato che indica impianti moderni e capaci di rispondere alle richieste dei mercati internazionali. Le cantine hanno beneficiato di circa 10 milioni di euro destinati all’innovazione tecnologica, con interventi che spaziano dall’efficienza energetica alla digitalizzazione dei processi.

Sul fronte estero, i rossi DOP – pari al 96% dell’export regionale – mostrano una crescita dei volumi verso l’Unione Europea (+3,5%). Gli Stati Uniti restano il primo mercato, con un incremento del 2,9% in volume. La lieve flessione del valore complessivo (-8%) è interpretata come un riassestamento fisiologico dopo anni di picchi e come una strategia condivisa per privilegiare il valore rispetto ai volumi, mantenendo posizioni solide in aree chiave come USA e Canada.

Nel mercato interno, le DOP toscane rappresentano il 14% del valore in GDO. Mentre il vino generico registra un calo del 5,7%, le DOP regionali limitano la flessione al 2,1%. La fascia 35-45 anni aumenta la spesa del 24%, confermando un orientamento verso prodotti di maggiore qualità e un consumo più consapevole.

La sostenibilità è uno dei punti centrali del sistema: 23.000 ettari sono coltivati a biologico, pari al 38% della superficie regionale e al 17% del totale nazionale. La Toscana si posiziona così tra le regioni più avanzate in Europa per estensione del vigneto bio, anticipando gli obiettivi delle politiche ambientali europee.

L’enoturismo completa il quadro con 15 milioni di arrivi e oltre 46 milioni di presenze nel 2024. La componente internazionale rappresenta il 58% del totale, mentre più di 6.000 agriturismi contribuiscono a una distribuzione capillare dei flussi. Le aziende vitivinicole propongono esperienze che integrano degustazioni, paesaggio, cultura e attività all’aria aperta, confermando il ruolo del vino come leva strategica per lo sviluppo territoriale.

redazione rossorubino
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