Terredora, il grande valore degli autoctoni campani

Il Fiano di Avellino 2017 entra nella Top 100 di WineSpectator, un premio al lavoro della famiglia Mastroberardino per l'impegno nella valorizzazione del territorio dell'Irpinia e dei suoi vitigni autoctoni.

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Nel corso dell’ultimo Vinitaly ho avuto la possibilità di incontrare Paolo Mastroberardino, enologo e titolare insieme alla sorella Daniela ed al padre Walter della cantina Terredora di Paolo, realtà vitivinicola di primopiano del Sud Italia.

“Siamo felici di questo Vinitaly della ripartenza” – commenta Paolo – “i professionisti presenti sono stati sicuramente in calo rispetto alle edizioni precedenti, ma dagli incontri che abbiamo avuto riscuotiamo ottimi feedback, tanto l’interesse per le nostre etichette.”

Paolo Mastroberardino, figlio d’arte ed enologo eccellente, grazie al suo lavoro ed il sostegno della sua famiglia, ha ricostruito l’immagine del vino campano, riportando a gloria il grande potenziale dei fantastici vitigni di questo territorio.

La cantina è stata appena inserita nella rivista enoica Wine Spectator, il Fiano di Avellino CampoRe 2017 Terredora è citato nella speciale classifica che premia i Top 100 vini italiani, valutati dalla redazione del prestigioso periodico americano.

“Per noi è stata una grande soddisfazione ricevere questo premio” – mi racconta Paolo – “è un riconoscimento al grande lavoro che stiamo facendo nel nostro territorio, e nella valorizzazione dei nostri grandi vitigni autoctoni, come il Fiano appunto”

Molti i temi affrontati con Paolo e Daniela tra questi il mercato e le nuove prospettive post-covid, un momento di ripartenza per il mercato vitivinicolo italiano dove anche Terredora di Paolo riceve i primi segnali di ripresa, anche da oltre oceano.

“L’export in Europa è ripartito a singhiozzo, lavoriamo con ordini last-minutes, meglio gli Stati Uniti dove esportiamo il 35/40% della nostra produzione.” – prosegue Paolo – “Siamo presenti anche in Giappone ed in Corea, in questi paesi sono molto richiesti i nostri bianchi come il Fiano, la Falanghina e il Greco. E’ in aumentato anche la richiesta per i rossi, riscontriamo una grande attenzione per vini di qualità, ma nello tesso tempo facili da bere.”

Con Paolo e Daniela Mastroberardino ho avuto occasione di degustare alcune delle loro ultime annate in commercio, vini di grande qualità e pulizia che rispecchiano una identità territoriale di pregio assoluto.

Greco di Tufo 2021
Paglierino chiaro, naso coerente si apprezzano agrumi maturi, salmastro e un bouquet di officinali. Palato stupisce per la sua pulizia e precisione, emerge il pompelmo sostenuto da una tensione fantastica.

CampoRe Fiano di Avellino 2017 Riserva
Paglierino intenso con scintillanti nuance oro, al naso è complesso e avvolgente emergono il melone la pera matura sentori di pietra focaia, fiori appassiti e nocciole tostate. Sorso distinto ed elegante, un calice di grande setosità e dolcezza.

Fiano di Avellino 2021
Paglierino chiaro con riflessi verdolini, naso aperto: scorza di pompelmo rosa, banana, e note speziate. Palato morbido ma deciso, composto e di buona lunghezza.

Rosaenovae, Irpinia Rosato 2021
Rosa buccia di cipolla, naso di grande verticalità, si distinguono piccoli frutti rossi, litchi, erba tagliata davvero caratteristico. Sorso sapido e di piacevole croccantezza, finale lungo e delicato.

Taurasi Pago Dei Fusi 2013
Rubino intenso ed impenetrabile, il naso è ricco di frutti maturi, sottobosco e ciliegia sotto spirito. Palato potente che brilla in tensione e gusto, frutta saporita e croccante.

CampoRe, Taurasi Riserva 2009
Rubino impenetrabile con riflessi aranciati, naso affascinante: frutta scura matura, tabacco biondo, sentori di vaniglia e cardamomo. Al sorso stupisce per la sua tenacia, un racconto profondo e sincero sostenuto da una trama tannica matura.

Passito di Campania
Rubino intenso con riflessi violacee, al naso è pungente: fiori appassiti, frutta caramellata, chiodi di garofano ed un fantastico potpourri. Calice vinoso corredato da un grip tenace, di grande pulizia.

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