“Terre di Gaiole”, grande successo la prima edizione

Un viaggio tra i vini di Gaiole, un territorio caratterizzato da quattro terroir che rendono uniche tutte le etichette di uno dei comuni storici del Chianti Classico.

Grande affluenza di pubblico alla prima edizione di “Terre di Gaiole” l’evento organizzato dall’associazione Viticoltori di Gaiole che porta in degustazione le etichette di uno dei comuni storici del Chianti Classico.

Francesco Ricasoli, presidente Associazione Viticoltori di Gaiole

“A Gaiole abbiamo le più diverse espressioni della denominazione” – racconta Francesco Ricasoli, presidente dell’associazione viticoltori di Gaiole – “con una varietà di suoli notevolissima, da l’Arenaria ad una altitudine più elevata, fino al ciottolato vicino ad Arbia, nella parte più meridionale.“

Vini potenti con tannini muscolosi ma anche rossi più fini ed eleganti, sono le caratteristiche uniche dei vini di Gaiole, quattro diversi terroir rappresentati da produttori con la P maiuscola.

“Per me far vino significa scegliere una direzione delle mille possibili” – racconta Roberto Stucchi Prinetti, Badia a Coltibuono – “e percorrerla con un minimo di coerenza e logica. Lavorare con quello che rende il Chianti speciale, quindi solo le varietà tradizionali come Sangiovese, con selezioni massali poi Colorino, Ciliegiolo e Canaiolo.”

Un territorio quello di Gaiole in Chianti ancora selvaggio che oggi riscopre la sua unicità anche in vigne circondate da boschi.

“Significa essere isolati dal resto del mondo e quindi fare un biologico non contaminato” – racconta Guido Capua, Fietri – “noi siamo biologici da qualche anno, ed il nostro è un biologico protetto, proprio dalla vegetazione e dalle foreste che ci circondano.”

Quasi trenta le aziende in degustazione che sul territorio di Gaiole vanno dai 200 metri sul livello del mare fino ad oltre 600.

“Il nostro Stielle 2014 si è rivelato una annata particolarmente buona” – racconta Alessandro Calì, Rocca di Castagnoli – “questo grazie anche all’altitudine in cui sono posizionate le vigne di questo vino. Stielle – Stelle proprio perché a 650 le uve sono ben ventilate, e questo ha permesso di preservare la qualità del prodotto stesso.”

Un panorama di etichette ricchissimo dai brad storici ai neonati produttori, che fanno della sperimentazione il loro cavallo di battaglia.

“Noi siamo una azienda nuova” – racconta Andrea Rossi, Casanova di Bricciano – “per noi l’impegno più grande è quello di farsi conoscere per dimostrare che riusciamo a produrre vini di grande qualità.”

Non solo Chianti Classico, qui a “Terre di Gaiole” trovo, tra gli altrim anche un merlot in purezza che rappresenta i quattro caratteri identitari di famiglia.

“Si Chiama FATA: fuoco, acqua, terra, aria” – racconta Michele Monica, Borgo Casa al Vento – “questa annata, la 2015 auspichiamo di riuscire ad aprirla, per avere una pronta beva eccezionale, tra circa quindici anni.”

La direzione del Chianti Classico oggi è sempre più verso le peculiarità territoriali, vero valore aggiunto di una  delle denominazione più conosciute al mondo.

“All’interno del Chianti Classico credo ci sia la forma di Sangiovese forse con la maggiore personalità” – raccon ta Francesco Ricasoli, presidente dell’associazione viticoltori di Gaiole – “ma nello stesso tempo con la più grande bevibilità che si possa trovare non solo in Toscana, ma in tutta Italia”.

 

Milko Chilleri

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Giornalista e VideoReporter, i miei primi compagni il video e la musica, mixati alla certezza che il suono e l'immagine riescono a parlare con tutti.
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