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Sangiovese 2.0, Chianti Classico e Brunello a confronto

Sei produttori e diciotto etichette in un tavolo di confronto tra due territori con un unico soggetto: il Sangiovese

E’ solo la sua prima edizione ma si prefigge di diventare evento attrattivo anche per i non addetti ai lavori, si tratta di Sangiovese 2.0, tavolo di approfondimento sulle espressioni interterritoriali del Sangiovese nel Chianti Classico e nel Brunello di Montalcino.

Un vitigno, il Sangiovese, che unisce due territori molto vicini tra loro ma anche molto diversi, 18 vini in degustazione tutti prodotti con uve di Sangiovese in purezza.

“Sono Felice di questa iniziativa originale” –  racconta Davide Bonucci, coordinatore EnoClub Siena – “sono 9 anni che abbiamo questo progetto itinerante, un vero e proprio seminario di studio”.

L’evento si è svolto presso la Tenuta Moceni di proprietà della famiglia Bindi Sergardi, impegnata da 23 generazioni a mantenere vive le tradizioni del territorio, i suoi vigneti sono posti a 500 mt, e formano un anfiteatro con esposizione a sud.

Le aziende partecipanti sono per il territorio del  Chianti Classico Capannelle Casa al Vento Bindi Sergardi per il territorio di Montalcino Tricerchi, Terre Nere, Argiano.

Sei produttori che credono fermamente nel Sangiovese, piccole aziende che possono attirare interesse ed attenzione. Nella sala di degustazione la giornata di studio ha inizio con una breve presentazione dei sei produttori.

“Siamo situati nel cuore delle colli di Gaiole in Chianti” – ricorda Manuele Verdelli, azienda agricola Cannelle – “produciamo circa 80.00 bottiglie per cinque tipologie di vini. Nostro fiore all’occhiello la nostra cantina, Caveau realizzato in acciaio e dotato di sistemi di controllo si temperature e umidità.”

“Il nostro impegno più grande è legato all’ospitalità” racconta Francesco Gioffreda, azienda agricola Borgo Casa al Vento – “una accoglienza mirata, legata alla conoscenza ed alla cultura del vino. La nostra tenuta si estende per circa 20 ettari, di cui 8 vitati per una produzione totale di 35.000 bottiglie.”

“Noi come Bindi Sergardi ringraziamo voi che benedire l’unione del Sangiovese” – racconta Alessandra Casini Bindi Sergardi – “la via maestra per noi è la sostenibilità, l’unione ed il confronto fa la forza e le differenze sono un valore aggiunto. A Mocenni si incontrano le 3 composizioni geologiche del Chianti, è il terreno a fare clima, nella nostra particella 89 nasce il fiume Bozzone, che scioglie i sali che vengono assorbiti dalle viti di Sangiovese, restituendo al vino un’inconfondibile identità.”

“Le tre annate che presentiamo oggi” – spiega Tommaso Squarcia, azienda agricola Tricerchi – “raccontano una parte di storia della nostra azienda, una piccola realtà familiare giunta alla sua 17esima generazione. Coltiviamo solo Sangiovese per 13 ettari e divisi in 7 distinti appezzamenti, le altitudini variano tra i 300 ed i 180 mt, con esposizione prevalentemente ad ovest ed i suoli sono caratterizzati da presenza di sabbie ed argille calcaree.”

“La nostra peculiarità la particolare attenzione in vigna” – racconta Federico Vallone, azienda agricola Terre Nere – “anche nelle annate più difficili come la 2014 riusciamo a dare qualità, il nostro terreno é particolarmente drenante, ed il microclima molto ventilato, mantiene le uve sempre in ottima condizione. A valle dei vigneti scorre il fiume Orcia, che svolge un’importante azione termoregolatrice, la nostra produzione annua è di circa 50.000 bottiglie.”

“Credo che questa sia un’occasione splendida dove abbiamo 18 tele ed un unico soggetto, il Sangiovese” – spiega Riccardo Bogi, azienda agricola Argiano – “Da qualche anno abbiamo iniziato un progetto di micro zonazione,  vinifichiamo il Brunello solo delle uve provenienti dalla zona delle marne calcaree. Siamo una delle aziende fondatrici del Consorzio del Brunello, e tra i primi a sperimentare vitigni non autoctoni nel territorio.”

 

Note di degustazione:

Il 2014 è stata una vendemmia molto difficile e rischiosa, e forse come suggeriva Marzio Del Toso, del blog LindoVino, “molti produttori avrebbero dovuto avere più coraggio, e fare un passo indietro”. Come sempre nelle annate difficili, arriva in soccorso la mano del produttore, che se conosce il proprio lavoro, riesce a dare la giusta interpretazione e tirar fuori un vino che si fa rispettare: i sei vini in degustazione sono sicuramente tra questi. La generale carenza di struttura lascia spazio alla finezza ed eleganza, caratteristiche che per i palati più internazionali sono sempre molto apprezzate.

Il 2013 è ancora molto fresco, con grandi possibilità di invecchiamento, le tre etichette del Chianti si contraddistinguono per l’equilibrio e la profondità, i tannini sono eleganti, ma che ancora graffiano. Le etichette di Montalcino si contraddistinguono per una maggiore durezza dei tannini, sono vini fatti per durare con importanti margini di evoluzione.

Il 2012 ci ha presentato vini pronti, nel Chianti l’annata ti restituisce una bellissima immediatezza di frutto, forse meno longevi ma subito pieni e godibili. I Brunello di Montalcino spiccano per la loro rotondità ed una bassa acidità, sono pronti, non ci si aspetta da questi vini un miglioramento nel tempo.

Capannelle Chianti Classico Riserva 2014

Rosso rubino con riflessi granati, minerale e fresco, frutti rossi maturi ed una bella acidità

Borgo Casa al Vento Foho Chianti Classico Riserva 2014

Rosso rubino con riflessi granati, ciliegia scura con note di tabacco e cioccolato

Bindi Sergardi Mocenni 89 Chianti Classico Gran Selezione 2015

Rosso rubino, buona croccantezza di frutto, tannini equilibrati e raffinati, gusto pieno e minerale

Castello Tricerchi Brunello di Montalcino 2014

Rosso rubino con riflessi granati, piccole bacche rosse, asciutto e rotondo

Terre Nere Brunello di Montalcino 2014

Rosso rubino con riflessi granati, frutti scuri con note speziate, rotondo e bevibile.

Argiano Brunello di Montalcino 2014

Rosso rubino con riflessi granati, mora e sfrutti a bacca scura, di media persistenza e buona acidità

Capannelle Chianti Classico Riserva 2013

Rosso rubino, frutti cotti, liquirizia e viola, tannini morbidi e finale lungo

Borgo Casa al Vento Foho Chianti Classico Riserva 2013

Rosso rubino, mirtillo e note speziate piacevoli ed importanti, bella coda di tabacco

Bindi Sergardi Mocenni 89 Chianti Classico Gran Selezione 2013

Rosso Rubino, frutti scuri con note agrumate, retrogusto di liquirizia e caffè, minerale ed elegante

Castello Tricerchi Brunello di Montalcino 2013

Rosso rubino intenso, frutti di bosco e spezie scure, fine ed avvolgente con una coda di vaniglia

Terre Nere Brunello di Montalcino 2013

Rosso rubino intenso, ricco di frutta matura, piacevoli sentori di marasca, pieno ed avvolgente

Argiano Brunello di Montalcino 2013

Rosso rubino intenso, ciliegia e frutta rossa, fresco con tannini morbidi, finale lungo e speziato

Capannelle Chianti Classico Riserva 2012

Rosso rubino intenso, fresco e fruttato con sentori di caffè, finale speziato

Borgo Casa al Vento Foho Chianti Classico Riserva 2012

Rosso rubino intenso, vinoso con note di pepe bianco, finale di caffè tostato

Bindi Sergardi Mocenni 89 Chianti Classico Gran Selezione 2012

Rosso rubino intenso, frutta matura e spezie, minerale e rotondo al palato

Castello Tricerchi Brunello di Montalcino 2012

Rosso con riflessi aranciati, agrumi maturi con un lungo ritorno di spezie, finale di pesca matura

Terre Nere Brunello di Montalcino 2012

Rosso con riflessi aranciati, frutta a bacca nera, rotondo ed avvolgente con tannini molto dolci

Argiano Brunello di Montalcino 2012

Rosso con riflessi aranciati, ciliegia e frutta rosa, di bella struttura e corpo armonioso

Un evento quello del Sangiovese 2.0 di vero e concreto interesse, un confronto inconsueto tra due territori, il Chianti e Montalcino, un vero e proprio apripista per una nuova e diversa conoscenza del vino.

 

Milko Chilleri

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Giornalista e VideoReporter, i miei primi compagni il video e la musica, mixati alla certezza che il suono e l'immagine riescono a parlare con tutti.
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