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Questa mattina l’assessore all’agricoltura Marco Remaschi, in una visita in alcune aziende agricole del Mugello, ha fatto il punto della situazione sui contributi regionali all’agricoltura.

“Noi dobbiamo guardare avanti, ci aspettano momenti difficili” – ha dichiarato Marco Remaschi – “parlo ad una filiera agricola che ha dimostrato di dare supporto importante in un momento difficile, per me la prima filiera essenziale. Il Mugello è una zona particolarmente vocata all’agricoltura, e dove il biologico e l’uso consapevole del territorio sono due aspetti cardine delle produzioni Mugellane.

Nell’articolo 222 del Decreto Rilancio sono stati stanziati 500milioni per il reparto carne, possono essere tanti ma anche pochi rispetto al problema generale che abbiamo come quello legato all’aspetto dell’accesso al credito”

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Tra i presenti tra gli altri il sindaco di Scarperia e San Piero e assessore all’agricoltura in Unione Federico Ignesti, Fiammetta Capirossi, consigliere regionale, la vicesindaco di Borgo San Lorenzo Cristina Becchi, ma anche alcuni agricoltori tra questi Luigi Bolli della Storica Fattoria Palagiaccio che è intervenuto sull’argomento.

“In 70 giorni di quarantena ci hanno ricordato che ci sono 3 settori indispensabili nel nostro paese: sanità, sicurezza e alimentazione, noi della Storica Fattoria Palagiaccio facciamo parte di uno di questi 3 settori.” – dichiara Bolli – “Il caso vuole che in questi 70 giorni sia calato anche l’inquinamento, forse abbiamo capito che non erano le mucche che inquinavano, anzi in agricoltura i co2 equivalenti vengono assorbiti sia dal terreno che dalle colture vegetali e arboree. Questo non è proprio secondario, ci voleva l’emergenza per capire queste cose? Magari servirebbe suggerire queste informazioni anche alla redazione di Report. Il Made in Tuscany è un valore da tutelare, l’esperienza Carapelli (acquistata dalla multinazionale spagnola Doleo) deve essere da insegnamento per tutti.”

E’tutto molto difficile – prosegue Bolli – ma dobbiamo ricordarci che tolto il vino, il florovivaismo e un po’ di olivicoltura, per il resto noi forniamo dal 10 al 20% di quello che si consuma in questa regione: cereali, carne, latte e altro.

Qui questa mattina ci sono tante persone ma pochi agricoltori, forse una prossima volta ce ne saranno ancora meno.” – ha concluso Bolli