L’Eurocamera ha approvato con 334 voti favorevoli, 324 contrari e 11 astenuti la risoluzione del gruppo The Left che chiede di inviare l’accordo commerciale Ue‑Mercosur alla Corte di giustizia dell’Unione europea per un parere legale prima della ratifica definitiva. Una scelta che sospende l’iter e costringe il Parlamento europeo ad attendere il giudizio dei magistrati, un passaggio che potrebbe richiedere tempi lunghi. Solo dopo questo esame l’Aula potrà procedere al voto finale sull’intesa.

Non è invece passata la seconda risoluzione, presentata dal gruppo dei Patrioti, che puntava allo stesso obiettivo. Con il ricorso alla Corte, l’applicazione dell’accordo rischia ora di slittare di almeno due anni, a meno che la Commissione europea non opti per un’applicazione provvisoria. Una possibilità sostenuta dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, secondo cui “la decisione del Parlamento europeo è deplorevole” e non terrebbe conto “della situazione geopolitica”. Merz ha sollecitato un’accelerazione, affermando che “l’accordo deve essere applicato in via provvisoria”.

A rendere possibile il via libera alla risoluzione di The Left è stato il voto trasversale di numerosi europarlamentari appartenenti a diversi gruppi politici. Secondo le prime stime, in attesa dei tabulati ufficiali, avrebbero sostenuto il rinvio circa 15 socialisti, 30 deputati di Renew, 40 del Ppe, oltre alla maggioranza dei Patrioti e dei Verdi. The Left e Patrioti risultano gli unici gruppi formalmente favorevoli alla richiesta di parere alla Corte.

Per il settore agricolo e agroalimentare europeo, già attento agli effetti dell’accordo sulle produzioni locali, il rinvio apre una fase di equilibrio fragile, in cui pesano sia le incertezze normative sia le pressioni politiche per una rapida applicazione dell’intesa.

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