Settembre tempo di vendemmia nel Chianti, dopo una stagione iniziata con una gelata primaverile, l’andamento stagionale ha vissuto un sostanziale equilibrio con una produzione che si annuncia ridotta di circa il 15%, ma con uve ottima qualità.

“Le abbondanti piogge primaverili hanno permesso alle viti di costituire una buona riserva idrica” – dichiara Giovanni Manetti, presidente del Consorzio Vino Chianti Classico – “poi è arrivata una estate molto calda ed asciutta, questo ha permesso alle uve di rimanere sane, infatti non abbiamo subito attacchi di peronospora oppure oidio.”

I cambiamenti climatici che ormai stiamo vivendo, stanno mettendo a dura prova anche i viticoltori nel chianti classico, impegnati in soluzioni agronomiche efficaci per il contrasto di questo impatto avverso.

“Qui nel Chianti Classico la pratica dell’inerbimento è molto diffusa, e questa è molto utile per ridurre l’evapotraspirazione di acqua del terreno, quindi per mantenere una maggiore freschezza ed umidità alle radici fondamentale per non creare stress idrici alle piate. Ma anche la gestione della chioma, negli ultimi anni i viticoltori tendono a non diradarla, per lasciare i grappoli coperti dal sole che potrebbe scottarli.” – conclude Manetti.

close
adv