Borgo Tollena, l’Eden di Barbara a San Gimignano

Barbara Bernardi da Bologna dove faceva la veterinaria si trasferisce in Toscana, oggi con la sua famiglia è alla guida di Borgo Tollena, realtà vitivinicola di San Gimignano dove produce Vernaccia e non solo.

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Le torri, le strade i palazzi e gli affreschi ma anche la stessa aria di San Gimignano lascia sempre in me tanta ricchezza, così densa da poterla raccontare per giorni, una città fantastica dal fascino indescrivibile, soprattutto se visitato in primavera e con la giusta temperatura. Ma San Gimignano è anche molto altro, è una campagna splendida, qui trovo sempre il giusto equilibrio di profumi, tra quello della macchia mediterranea e il salmastro del mare che ancora si respira nell’aria, mentre cammino nei vigneti che circondano il borgo medievale.

Barbara Bernardi

In queste campagne nasce la realtà di Barbara Bernardi, sorridente emiliana innamorata della Toscana, che da quando si è trasferita qui, ha plasmato su di se il suo piccolo Eden: Borgo Tollena.

“Abbiamo rilevato la proprietà nel 2004, poi i lavori di ristrutturazione, il rimpianto di nuovi vigneti, e tanto tanto lavoro che amo e della quale non farei mai a meno.”

Barbara è una donna tenace e con tanta passione per il proprio lavoro e davvero innamorata della sua realtà. A Borgo Tollena il suo passato da veterinaria si fa sentire, nei dintorni della cantina trovo infatti un nutrito numero di simpaticissimi amici ad accogliermi: dalle caprette, alle galline, per finire agli affettuosi asini che Barbara ama molto.

“Da qualche anno mi occupo in prima persona di tutto, in particolare dei vini” – mi racconta Barbara – “dalla vigna alla cantina al trattore: per me è fondamentale stare a contatto con la natura e gli animali…non posso stare chiusa.”

Il Lunario è la sua Vernaccia base, un vino che segue un costante percorso del freddo: dal ghiaccio secco in vigna, alle temperature controllate nei tini che consentono una lunga ed attenta fermentazione.

Un vino dal naso fine ed elegante, dove emergono le erbe aromatiche, sentori di melograno e agrumi. Il suo sorso racconta una grande freschezza e sapidità, carattere peculiare di questa Vernaccia.

“In questi terreni troviamo ancora fossili marini” – mi racconta Barbara – “qui infatti alcuni milioni di anni fa c’èra il mare, se ne ritrovano tracce in molte di queste zone. La luna ha tanta influenza in agricoltura, per questo ho dato il nome di Lunario alla mia Vernaccia base. Da quest’anno con una nuova grafica, che ogni anno racconterà le sue fasi lunari proprio in etichetta.”

La degustazione continua con Tollena, la selezione che nasce dalle vigne più vecchie di fattoria, sull’etichetta la silhouette di una ballerina.

“La danza richiede disciplina ed impegno, lo stesso richiedono le mie vigne vecchie che hanno 55 anni” – prosegue Barbara – “sono piante che hanno portamento alto e sinuoso e fiero, ad ogni vendemmia restituiscono grande abbondanza di frutti, è il nostro vigneto più antico, la memoria storica di questo luogo, e forse anche la sua anima più autentica.”

La Vernaccia Tollena ha un ampio bouquet di fiori gialli, piacevoli note di mela matura, sentori di mentuccia e terracotta. Al palato è briosa la sua polpa è succosa ed il sorso invita alla salivazione.

Passiamo alla riserva, Signorina Vittoria 2018 è composta da 90% di Vernaccia poi Chardonnay e Malvasia, inizia il suo percorso in acciaio e poi in barrique dove termina la fermentazione con circa dieci mesi di bàtonnage.

Nel calice è di colore paglierino intenso con bellissimi riflessi dorati, il naso è ricco: pesca, mela golden, sentori di burro e incenso. Attacco potente, si apre bene in bocca, avvolgente e di lunga persistenza.

Come spesso mi piace sottolineare, le riserve rappresentano a mio avviso l’identità migliore di questo splendido vitigno, prodotti che in qualche modo raccontano l’anima più autentica di ogni produttore, come in questo caso quella di Barbara.

La mia degustazione si conclude con un’altra riserva la 2011, un altro vino strepitoso dal naso pulito e fruttato, dove emerge la mela gialla, l’albicocca, la nocciola e sentori di frutta candita. Palato pulito il suo frutto è ancora nitido dopo oltre 10 anni, un vino di grande sapidità e carattere.

Saluto Barbara con un grande arrivederci, si perché mi ha gentilmente omaggiato dei suoi rossi: Carmina, Costanza, Pitto e Bernardo di cui vi parlerò presto, magari in qualche post sul mio profilo instagram.

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