Vinci, sei etichette sotto il segno di Diana

Il territorio, la storia ed i vini di Villa Dianella (Vinci) sei vini curati, puliti e precisi che nascono nelle terre di Leonardo.

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Diana è la Dea della caccia ed è proprio sotto il suo segno/in suo nome che, nel secolo XVI, nasce Villa Dianella come casino di caccia dei Medici nei pressi di Vinci, ad ovest di Firenze, città natale del genio di Leonardo.

Ed è  in occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci nel 2019 che sono state portate delle marze di potatura di Malvasia di Candia dalla Vigna di Leonardo di Milano e piantate a Villa Dianella; il 2022 sarà il primo anno di produzione di circa cento magnum.

La Tenuta nel 1700 divenne proprietà dei marchesi Federighi e in seguito della famiglia Fucini, qui infatti il poeta Renato Fucini compose molte delle sue opere, ed oggi Veronica Passerin d’Entrèves ha battezzato i suoi vini con i titoli delle sue novelle.

Francesco e Veronica Passerin d’Entrèves hanno creato un ambiente profondamente legato alla terra di Vinci (che da poco ha la propria “sottozona Terre di Vinci” per la denominazione Chianti Montalbano DOCG ), alla sua storia e alle sue tradizioni, avendo cura di trasmettere la passione nel loro lavoro con lo stesso calore e coinvolgimento di una sera di veglia intorno ad un focolare o nel cortile di una fattoria.

Seguono personalmente il lavoro in cantina e nei 25 ettari di vigna coltivati prevalentemente a Sangiovese al quale si uniscono il Colorino, il Cabernet Sauvignon, la Malvasia lunga del Chianti, il Vermentino e l’Orpicchio (un antico biotipo del Trebbiano che vedremo meglio nella degustazione).

I vigneti sono posti in media a 200 metri sul livello del mare, la forma di allevamento è prevalentemente a cordone speronato ed il terreno è pliocenico con fossili marini. Villa Dianella ha tre cantine che si sviluppano sotto alla villa e al parco: una in cemento, splendida e fondamentale nella fase di maturazione dei vini nel passaggio tra l’acciaio ed il legno. La bottaia dotata di un sistema che consente di garantire una temperatura e umidità costante e nella quale convivono i vecchi tini di fermentazione con le nuove botti, e infine la barricaia.

La Degustazione

Passiamo adesso alla degustazione condotta in modo impeccabile da Leonardo Romanelli e Francesco Passerin d’Entrèves.

1 – Maria Vittoria e Ottavia Rosato Ancestrale 2021 – Toscana IGT – 100% Sangiovese

Rosa tenue, bollicina mediamente fine e persistente. Al naso note di violetta, agrumi, fragoline e erbe aromatiche. Sorso breve, preciso, pulito, sapido e fresco. Un vino non scontato e perfetto per l’aperitivo.

L’uva viene dalle colline più alte e fresche. Il nome del vino è una dedica a Maria Vittoria e Ottavia Passerin D’Entréves figlie di Veronica e Francesco.

2 – All’Aria Aperta 2021 Rosato Toscana IGT – 100% Sangiovese

Colore di un’elegante rosa tenue. Al naso note di lavanda, ciclamino, fragoline di bosco e ciliegie la cui dolcezza viene bilanciata da dei bei sentori di erbe aromatiche, fra cui si distinguono maggiorana e nepitella. Sorso fresco e sapido.

L’uva con cui è prodotto proviene da una parte di vigna alta e vecchia con cui viene prodotto il Chianti Riserva.

3 – Orpicchio 2019 – Toscana IGT – 100% Orpicchio (vecchio biotipo di Trebbiano, è un progetto che nasce nel 2009)

Giallo paglierino. Al naso note di cedro, bergamotto (gli agrumi si esprimono nella loro forma più nobile), pesca e albicocche, resina, spezie e una nota balsamica di eucalipto piacevolissima.

Un vino elegante, dalla bevuta lunga, fresca e sapida sostenuta da sentori balsamici, minerali e… marini! In una degustazione alla cieca avrei pensato ad un elegantissimo vino di mare e avrei frugato tra i ricordi di  un’isola greca.

Questo vino è stata la rivelazione della serata: l’Orpicchio è un biotipo di Trebbiano conosciuto fin dal 1800 e qui prodotto in 10.000 bottiglie numerate.

4 – Fattoria Dianella Chianti Docg 2021 – 95% Sangiovese, 5% Colorino

Rosso rubino. Al naso note di rosa, ciliegie e tanti frutti rossi maturi al punto giusto e una interessante nota di canfora. Fresco e con tannini morbidi. La leggenda narra che questo vino venisse servito alla tavola del Quirinale durate la Presidenza di Gronchi.

5 – Fattoria Dianella Chianti Docg Riserva 2018 – 100% Sangiovese

Rosso rubino intenso. Al naso note di rosa, peonia e garofano. Rammenta i profumi notturni di un giardino toscano estivo. Ciliegie, prugne e more mature le troviamo sia al naso che in bocca. La riserva è più austero del vino precedente e ha un sorso più strutturato, le note di spezie dolci quali liquirizia e tabacco dolce lo rendono più profondo. I tannini sono morbidi ed eleganti.

Può restare tranquillamente in cantina ancora qualche anno.

6 – Il Matto delle Giuncaie 2017 – Toscana IGT – 100% Sangiovese

Il Matto delle Giuncaie è il “sigillo” (come la sua etichetta graficamente anticipa) del terroir dell’azienda. Il Sangiovese proviene dalla migliore selezione della vigna “del Buontempi”.

Rosso rubino intenso. Impenetrabile. Al naso note di viola, prugna e mirtilli maturi, liquirizia, tabacco dolce, una gradevole tostatura e una leggera nota ematica completano il bouquet olfattivo. Trama tannica fitta e vellutata. Un vino dal sorso strutturato, elegante ed equilibrato.

I fili che hanno unito tutti i vini in degustazione sono: la “cura”, se vogliamo utilizzare un descrittore metafisico, e una sapidità elegante. Sono vini curati, puliti e precisi. Il legno è sempre ben dosato, esalta il vino senza soffocarlo anche per i vini a bacca bianca. La sapidità conferisce freschezza e leggerezza senza annoiare; il Vermentino si esprime in una forma al di fuori dei soliti schemi che troviamo spesso nella nostra regione e l’orpicchio è stata una vera sorpresa.

La serata si è conclusa con una cena nella splendida cantina della tenuta all’insegna della condivisione.

Trascorrere del tempo a Villa Dianella è un’esperienza che mette in contatto con l’essenza vera della campagna Toscana consigliata a chiunque voglia immergersi in questa dimensione.

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