Vernaccia, una denominazione in salute

La Vernaccia nonostante i due anni di difficoltà generale, si è confermata sui mercati e ha chiuso il 2021 con numeri positivi, con un +16% di ettolitri e un +13% di bottiglie immessi sul mercato

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Si è conclusa la 17° edizione dell’Anteprima della Vernaccia di San Gimignano, occasione per la presentazione dei vini d’annata alla stampa di settore nazionale e internazionale.

Irina Strozzi

La presidente Irina Strozzi commenta così l’anno della ripresa e del rilancio per il vino italiano: “Si tratta di un anno storico per la Vernaccia – in cui cade la ricorrenza dei 50 anni dalla fondazione del Consorzio, voluto da produttori lungimiranti che hanno iniziato a tracciare un percorso di qualità e innovazione – di un anno simbolico per noi e di ripartenza per tutto il mondo del vino. E come Consorzio lo dedicheremo ai nostri produttori, i paladini della Regina Bianca”.

La Vernaccia nonostante i due anni di difficoltà generale, si è confermata sui mercati e ha chiuso il 2021 con numeri positivi, con un +16% di ettolitri e un +13% di bottiglie immessi sul mercato, per un totale di circa 5 milioni di bottiglie prodotte. “Una crescita della denominazione legata soprattutto alla capacità dei produttori di lavorare e di declinare e interpretare un territorio come quello di San Gimignano, che è tutt’uno con la Vernaccia”, commenta la presidente.

Oltre alla degustazione servita al Museo De Grada delle nuove annate di Vernaccia di San Gimignano e di Riserve mai entrate in commercio, la mattina ha visto l’intervento – nella storica Sala Dante del Comune – del Professor Attilio Scienza sul tema “Antropologia e terroir”, in cui si è raccontato di come la conoscenza della storia, dei percorsi e delle scelte effettuate da uomini e donne nei secoli non siano distinte dalla storia dei vitigni e dei vini, ma anzi profondamente legati. Questa visione antropologica vasta ma approfondita consente di inquadrare, collocare e interpretare i vini nei loro territori.

A seguire la degustazione guidata dallo scrittore e degustatore Andrea Zanfi con l’assaggio comparato di 6 vini Vernaccia di diverse annate e di 6 vini italiani ospiti, presenti i produttori coinvolti. Si è evidenziata l’attitudine della Vernaccia di San Gimignano di reggere e migliorare nell’invecchiamento dando risultati di notevole interesse.

Questi i vini assaggiati:

Ottin 2020 – Valle d’Aosta Doc Petite Arvine

Favaro Benito, Le Chiusure 2020 – Erbaluce di Caluso Docg

Castello di Luzzano, Tasto di Seta 2020 – Colli Piacentini Doc Malvasia

Tenuta di Aljano, Brezza di Luna 2020 – Colli di Scandiano e Canossa Doc Spergola

Cantine Lunae, Etichetta Nera 2021 – Colli di Luni Doc Vermentino

Vigneti Massa, Derthona 2019 – Derthona Timorasso

Il Colombaio di Santa Chiara, Selvabianca 2020 – Vernaccia di San Gimignano Docg

Fattoria San Donato 2020 – Vernaccia di San Gimignano Docg

Tenuta La Vigna 2018 – Vernaccia di San Gimignano Docg Riserva

Signano, La Ginestra 2017 – Vernaccia di San Gimignano Docg Riserva

Casa Lucii, Mareterra 2016 – Vernaccia di San Gimignano Docg Riserva

Panizzi 2012 – Vernaccia di San Gimignano Docg Riserva

I prossimi due weekend saranno invece dedicati a “Degusta le nuove annate” per operatori e wine lover presso la Rocca di Montestaffoli, sede della Vernaccia Wine Experience, occasione di incontro per un pubblico più vasto con la Regina Bianca, “unica, nobile, ribelle”.

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