Si è tenuta il 12 marzo alle Terme di Saturnia, location emblema della Maremma Toscana, la terza edizione del Vermentino Grand Prix, organizzata dal Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana per promuovere, partendo dal suo territorio di origine, quello che si sta dimostrando uno dei vini con la crescita più dinamica degli ultimi anni. Dieci i vini selezionati: le migliori espressioni di questo vitigno in una terra ancora incontaminata, senza industrie, e proiettata a soddisfare i mercati internazionali.

“Il Vermentino Grand Prix nel breve arco di tre edizioni è già diventato un appuntamento importante di promozione per i produttori e per il brand Maremma; anche quest’anno abbiamo avuto la conferma che il Vermentino della denominazione ha una grande personalità non solo nella versione fresca e di facile beva ma anche in versioni più importanti con processi di vinificazione più complessi, tra i dieci migliori ci sono nove vini non di annata per esempio”, spiega Francesco Mazzei Presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana aggiungendo che “l’obiettivo dell’iniziativa è quello di alzare l’asticella ed è evidente che abbiamo imboccato la strada giusta anche se c’è molto da lavorare”.

Il Vermentino Grand Prix coinvolge ogni anno in giuria tecnici del settore e i ristoratori stellati della Maremma Toscana, a cui in questa edizione si è aggiunto anche un rappresentante delle enoteche più importanti della zona. L’idea portata avanti dal Consorzio è quella di fare sistema per promuovere il brand Maremma Toscana nel suo insieme. Da qui la scelta dell’Hotel Terme di Saturnia, che rimanda a una delle mete più iconiche e conosciute dai turisti, italiani e non, che vogliono visitare la provincia di Grosseto. La giuria è stata presieduta da Luciano Ferraro giornalista del Corriere della Sera ed era composta da Andrea Menichetti (Ristorante Da Caino), Alessandra Veronesi (Trattoria Bartolini-L’Andana), Alessandro Rossi (Ristorante Gabbiano 3.0), Luca Papalini (Enoteca Castiglionese – Enoteca Salebrum), Davide Stellini (Hotel Terme di Saturnia), Emiliano Leuti (AIS Grosseto), Maria Mecarozzi (FISAR Colline Maremmane), Claudia Bizzarri (ONAV Grosseto) Mirella Tirabassi (SES, Scuola Europea Sommelier Grosseto), Antonio Spurio (Consulente Tecnico del Consorzio).

Le 50 etichette proposte al panel dell’edizione 2022 hanno ottenuto nell’insieme il positivo riscontro dei giudici, che ne hanno sottolineato l’alto profilo qualitativo.

La top ten conferma anche quest’anno una tendenza che si sta consolidando tra i produttori, cioè la vinificazione in purezza del Vermentino. «Una scelta che ben rappresenta la volontà di caratterizzare la propria produzione esaltando le particolarità che il vitigno esprime in questo specifico areale e nei diversi terroir», spiega il direttore del Consorzio Luca Pollini che aggiunge “Anche da questa edizione emerge un dato significativo che ci racconta una decisa preferenza verso i vini più complessi e maturi; questo è il giudizio espresso dai giudici tanto che nella Top 10 compare un solo 2021, così come nella scorsa edizione figurava un solo 2020”.

La “top 10” 2022 dei Vermentini Maremma Toscana DOC va proprio in questa direzione ed è composta da, in ordine alfabetico per azienda: ACQUAGIUSTA WINE TENUTA LA BADIOLA VERMENTINO 2021, AZIENDA AGRICOLA BRUNI PERLAIA 2020, AZIENDA GUIDO F. FENDI BURATTINI 2020, ARGENTAIA MONNALLEGRA 2020, COLLE PETRUCCIO NORCIAS 2020, CUPIROSSO AUDACE 2020, FATTORIA IL CASALONE LEOPOLDINO 2020, LA BIAGIOLA MATAN 2020, TENUTA 12 SOLO 2020, TERENZI BALBINVS 2020.

“Si tratta di un riconoscimento che può essere speso in termini di immagine dalle cantine e che è occasione per avvicinare e allo stesso tempo avere un riscontro da esperti e operatori che diventeranno ambasciatori dei vini nelle loro specifiche attività”, aggiunge Mazzei.

Come racconta Pollini “In provincia di Grosseto il Vermentino, con 914 ettari contro i 138 del 2006, è il vitigno che sta crescendo con percentuali più alte, nessun’altra cultivar lo sta facendo in maniera così costante negli ultimi anni, oggi la Maremma Toscana è l’areale di coltivazione più importante della Penisola per il Vermentino”

“La produzione di Vermentino Maremma Toscana DOC ha ormai stabilmente superato quella di altri vini della denominazione, nonostante il vitigno rappresenti solo il 10% della superficie vitata. Merito della modernità di questo vino, ben espressa dal suo bouquet fresco ma non banale capace di affrontare anche l’invecchiamento, sempre più apprezzato dai consumatori in Italia e all’estero”, racconta Mazzei, che sottolinea come il “merito del successo deriva dalla tipologia  particolarmente versatile e dal lavoro di squadra di viticoltori e Consorzio; i primi che hanno unanimemente intrapreso un percorso di crescita qualitativa, il secondo con le iniziative di valorizzazione e di promozione”.

CONSORZIO TUTELA VINI DELLA DOC MAREMMA TOSCANA

Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana nasce nel 2014 dopo il conferimento della stessa DOC con l’obiettivo di promuovere la qualità dei suoi vini e garantire il rispetto delle norme di produzione previste dal disciplinare, dedicandosi, inoltre, alla tutela del marchio e all’assistenza ai soci sulle normative che regolano il settore. Oggi il Consorzio conta 319 aziende associate che vinificano le proprie uve e imbottigliano i propri vini – per un totale di quasi 7 milioni di bottiglie prodotte all’anno. Il Consorzio opera nell’intera provincia di Grosseto, una vasta area nel sud della Toscana che si estende dalle pendici del Monte Amiata e raggiunge la costa maremmana e l’Argentario fino all’isola del Giglio. Ai vitigni autoctoni – Ciliegiolo, Canaiolo nero, Alicante, Sangiovese, Pugnitello, Aleatico, Vermentino, Trebbiano, Ansonica, Malvasia, Grechetto –, si sono affiancate varietà internazionali come Cabernet Sauvignon, Cabernet franc, Merlot, Syrah, Viognier, Sauvignon, Chardonnay e Petit Verdot. Lo scopo della DOC Maremma Toscana è oggi quello di affascinare e stupire gli amanti del bello e del buono di tutto il mondo, valorizzando le diversità di questo sorprendente territorio e ampliando gli orizzonti del gusto toscano attraverso la varietà e la qualità dei suoi vini.