Savatianò, la rinascita di un antico vitigno

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L’evento è stato ideato da Haris Papandreou – greco di nascita ma stabilito a Firenze da molti anni, blogger e organizzatore di degustazioni di vino greco a Firenze. Con lui presente anche la moglie Peggy Petrakakos, Console Onorario di Grecia a Firenze. La Location davvero unica, situata nel palazzo che dal 1200 al 1500 ha ospitato “l’Arte dei Giudici e dei Notai”, tuttora rappresenta un museo.

Il Savatianò vitigno la cui popolarità è dovuta alla particolare resistenza alla siccità e alle temperature più calde e ad una moderata resistenza alle muffe. È una varietà che presenta aromi di pera, mela, frutta tropicale e agrumi, bassa gradazione alcolica e poca acidità, motivo per cui spesso veniva assemblato con vini di vitigni di Assyrtiko e Rhoditis.

Oltre che in Attica, il Savatianò viene coltivato anche in Eubea (a nord di Atene), nelle regioni dell’Evia e della Beozia, nelle cicladi, a Creta, in Tessaglia, nella Macedonia greca e in Bulgaria, soprattutto nei dintorni della città di Pomorie, antica colonia greca nota come Anchialos. Questo vitigno è conosciuto per essere  utilizzato per la produzione del famoso vino Retsina, vino da tavola bianco o rosato, preparato già nell’antica Grecia, aromatizzato mediante l’aggiunta al mosto di resina di pino d’Aleppo  assimilata durante la fermentazione così da garantire un aroma inconfondibile  al prodotto finale.

Il 1995 è la data simbolo della rinascita del vitigno Saviatanò poiché, in occasione di una delle più grandi manifestazioni del vino in Grecia, “Oinorama”, venne presentato un vino di Savatianò della cantina “Papagiannakos” con un grande standard qualitativo.

Fino a quel momento il Saviatanò veniva utilizzato principalmente per produrre vini di scarsa qualità. Nel tempo molte aziende hanno seguito le orme della cantina “Papagiannakos” producendo vini di Savatianò di alta qualità grazie ad alcuni accorgimenti tra i quali: la   vendemmia anticipata, la riduzione delle rese ed un più accurato lavoro in cantina. Un evento molto interessante in cui ogni assaggio è stato accompagnato da una dettagliata descrizione di Haris Papandreou che ci ha consentito di apprezzare al meglio le qualità di questo storico vitigno greco. I vini degustati sono stati 23, di quattro di essi in particolare sento ancora i profumi e il sapore:

Botanic Nikolou con metodo classico, tenuto per sei mesi sur lies fines; colore giallo paglierino con bollicine abbastanza fini, al naso si ha una nota fine di resina accompagnata da sentori floreali e agrumati. Al palato si conferma il gusto resinato bilanciato perfettamente da un retrogusto minerale.

Savatianò Yellow Bio – Nikolou, vino naturale ottenuto con macerazione, prodotto con uve provenienti da vigneti a bassa resa di circa sessant’anni con vendemmia tardiva. L’affinamento avviene in botti sia di rovere che di acacia che donano al vino una notevole complessità aromatica. Ha aromi di frutti tropicali e primaverili, scorze d’agrumi con note dolci di spezie e di castagne. In bocca la complessità gustativa conferma la composizione aromatica accompagnata da un retrogusto dolce.

Savatianò 2013 – Markou, prodotto da uve di vigneti di oltre cinquant’anni. Al naso colpisce l’elevata intensità aromatica che, oltre ai tipici aromi fruttati e floreali, presenta note di cherosene che ricordano quelle del Riesling. Al palato si sente una giusta acidità e mineralità con un finale lungo e un retrogusto un po’ amaro che ricorda le mandorle.

Naturally 2019 – Papagiannakos, prodotto da viti ad alberello di circa sessant’anni coltivate senza l’uso di pesticidi e concimi. La vendemmia viene effettuata manualmente e la fermentazione spontanea ha una durata di circa 25 giorni. Non vengono aggiunti solfiti e il vino viene imbottigliato senza filtrazione.  Al naso ha aromi di buccia di mela matura e caramello combinati con caratteri agrumati. Al palato è rotondo con sentori di fieno, prugna verde e con un finale sapido. Non sono assolutamente da meno tutti gli altri vini degustati, il consiglio è di provarli tutti!

Dopo lo Xinomavro Day e l’evento dedicato al Saviatanò, spero che Haris Papandreou organizzi nuovi eventi alla scoperta di altri vitigni greci.

I vini proposti sono stati i seguenti:

  • Botanic – Nikolou
  • Kleftes 2019 – Markou
  • Savatiano Yellow Bio – Nikolou
  • Naturally 2019 – Papagiannakos
  • Savatianò 2021 – Mylonas
  • Santovato 2021 – Markou
  • Naked Truth 2021 – Mylonas
  • Erimitis Lefkos – Ariotou
  • Oinovation – Chimera
  • Lefkos Orivatis 2020 – Akriotou Wines
  • Savatiano 2020 – Aoton
  • Cuvée Vouno 2017 – Mylonas
  • Saviatiano 2018 – Evinos
  • Santovato 2018 – Gkikas
  • Orivatis Wild 2019 – Akriotou
  • Saviatiano Barile 2018 – Markou
  • Saviatianò vecchi viti 2013 – Papagiannakos
  • Savatiano 2013 – Markou
  • Saviatiano 2019 – Fragkou
  • Saviatiano 2021-Fragkou
  • Saviatiano 2021 – Skoumbris
  • Savatiano 2021 – Mouses Estate
  • Vientzi 2019-Papagianakos
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