Nutriscore, una nuova beffa per il vino italiano?

Interviene il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano sulla proposta di “bollino nero” al vino e al contempo sulla proposta da parte della Commissione BECA del piano di azione per la lotta contro il cancro che torna ad annoverare anche il vino tra i prodotti da non consumare

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«Non sembra possibile che lo stesso organo istituzionale che in questi anni ha contribuito in maniera forte alla conoscenza del vino italiano, ma non solo, attraverso attività di finanziamento come l’OCM, oggi voglia demonizzarlo mettendo un “bollino nero” per attrarre l’attenzione del consumatore a consumarlo con precauzione». Così il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi, sulla possibilità di inserire anche il vino nella “black list” del cosiddetto Nutriscore. «Un danno all’identità del nostro prodotto che non è solo un semplice bene di consumo, ma un portatore di promozione territoriale, oltre che un motore per economia di scala legate alle tante denominazioni italiane che, come la nostra, da anni rappresentano il made in Italy d’eccellenza».

La preoccupazione del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano non è solo sul Nutriscore, fortemente appoggiato dai francesi, ma anche sulla votazione sul prossimo Cancer Plan che il prossimo 15 febbraio vedrà la presentazione da parte della Commissione Europea del Europe’s Beating Cancer Plan (Beca), il piano di azione per limitare le cause del cancro che annovera anche il consumo di vino tra le potenziali cause scatenanti.

«Naturalmente siamo pienamente d’accordo con il piano della commissione europea, tuttavia occorre fare attenzione a non demonizzare il consumo del vino di qualità, un prodotto che, come nel nostro caso, parte proprio da principi qualitativi di altissimo livello». Ancora il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi. «Siamo d’accordissimo anche sul fatto che l’abuso di alcol sia da combattere, ma sbagliato assimilare questo al consumo corretto di vino, che tra l’altro viene assimilato nel documento al rischio che dà il fumo; a questo proposito siamo ovviamente disponibili a farci parte di una comunicazione contro gli abusi di alcol, ma deve partire in maniera congiunta proprio dall’Unione Europea, la stessa che ogni anno ci aiuta con l’OCM a promuovere il nostro vino in tutto il mondo».

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