Maitan: "il vino ti apre la mente"

Intervista a Gian Maria Maitan, 32 anni di Jesolo Lido, miglior Sommelier FISAR 2022: “Lasciarsi stupire e sorprendere è una delle cose più emozionanti che un vino possa regalare!”.

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Raccontaci subito qualcosa di te: chi sei, da dove arrivi, di cosa ti occupi e come e quando nasce il tuo interesse per il vino?

“Sono di Jesolo Lido, ho 32 anni e sono laureato in Commercio Estero. Gestisco alcune attività di famiglia legate al turismo ma non inerenti al vino, la cui passione è nata dalla curiosità di sapere cosa ci fosse oltre i confini geografici italiani. Diciamo che ho fatto una sorta di percorso inverso nel mondo del vino, iniziando ad interessarmi alle produzioni di paesti esteri, come Sud Africa, Nuova Zelanda, Spagna ecc. prima ancora che al vino italiano. Tutto è iniziato grazie ad uno stage che ho fatto anni fa presso una Banca in Argentina: da lì mi sono incuriosito sul mondo del vino straniero. In seguito, circa 3 anni fa, ho capito che volevo approfondire anche la conoscenza sulla produzione italiana.

Perché hai scelto di diventare sommelier?

Ho scelto FISAR per mettere in ordine, per così dire, tra i “cassetti del vino italiano” che erano abbastanza disordinati, avevo lacune su alcune regioni e vini, quindi ho voluto approfondire questa parte. Ero sempre circondato da amici e conoscenti esperti e appassionati e alla fine ho capito che volevo e dovevo capirci qualcosa anche io!

Cosa rappresenta per te questa vittoria?

L’ho vissuta con passione, è stata del tutto inaspettata anche perché sono diventato sommelier solo quest’anno e mai avrei immaginato di conquistare il podio del Nazionale, ma mi ha fatto capire che la mia passione è stata premiata e che il vino ti apre la mente.

C’è una tipologia di vino che più apprezzi o scegli di bere più spesso, rispetto alle molteplici possibilità?

Diciamo che vado a periodi. Fino a 3-4 anni fa ero molto orientato quasi  solo ai vini dolci, mi son fatto una cultura tra Tokaj, Germania (come i Trockenbeerenauslese),  ecc. Poi ho passato il periodo Nebbiolo. Adesso sono nella fase fortificati. La scorsa estate ho fatto un giro  in Spagna visitando le bodegas di Sherry, un viaggio entusiasmante!

Quale consiglio ti senti di dare ai tuoi colleghi che intendono partecipare ai prossimi concorsi?

Quello per il Miglior Sommelier d’Italia FISAR è un concorso che consiglio a tutti i sommelier, indipendentemente dal livello di preparazione che cresce sempre di più e dà tanta soddisfazione man mano che si studia e ci si prepara per affrontarlo. Suggerisco di viverlo con entusiasmo e passione, come ho fatto io, partecipando per queste ragioni prima di tutto, non solo per il titolo in sé stesso. Il vino è una viaggio meraviglioso e ti porta a scoprire cose nuove continuamente. Il mio suggerimento è quello di provare sempre vini diversi, spaziare e non limitarsi mai soltanto ad assaggiare ciò che già si conosce, ma uscire dalla propria “comfort zone”. Lasciarsi stupire e sorprendere è una delle cose più emozionanti che un vino possa regalare!

Quali sono i tuoi progetti per il prossimo futuro?

Sicuramente intanto voglio vivermi il momento, questa bella soddisfazione che è arrivata. Poi intendo dedicarmi al piccolo online store che gestisco da qualche tempo. Inoltre, partecipare ad impegni istituzionali, fiere, degustazioni ecc. Sto pensando, valutando di continuare a formarmi e imparare ancora, mi piacerebbe insegnare, raccontare il vino in ogni sua sfaccettatura.

Una curiosità su di te, extra vino

Sono un testardo! Difficilmente cambio idea o mi faccio influenzare dal giudizio o consigli altri, ma cerco di fare sempre le cose al meglio.

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