Lunedì 31 luglio a Casa Coldiretti a Firenze, l’assemblea regionale ha eletto all’unanimità Letizia Cesani come nuovo presidente di Coldiretti e, contestualmente, è stato votato anche il nuovo Consiglio Regionale composto, per i prossimi cinque anni, da: Lidia Castellucci, Cesare Buonamici, Simone Castelli, Simone Ferri Graziani, Andrea Elmi, Francesca Ferrari, Marco Pacini, Fabrizio Tesi, Luigi Sardone, Giuliano Scattolini, Michela Nieri, Francesco Ponzacchi, Enrico Lelli, Fiammetta Nizzi Griffi, Andrea landini, Tiziano Busti, Matteo Serravalle, Paolo Giorgi, Giacomo Carmazzi, Marco Bellé, Elia Sardone e Anna Maria Gabbricci.


Letizia Cesani si è laureata in Economia aziendale all’Università di Siena e da sempre la sua mission è sviluppare un’attività vitivinicola e agricola aziendale in termini di qualità, sostenibilità ambientale, autenticità e accoglienza con umiltà e passione.

Cosa rappresenta per lei Coldiretti?
Provengo da una famiglia di agricoltori, l’esperienza contadina è per me un valore e al tempo stesso le mie radici. I miei nonni paterni, Guido e Annunziata, nel 1949 si sono trasferiti a Pancole, una piccola frazione di San Gimignano, dalle Marche e fin da subito si sono associati a Coldiretti, un’associazione che ha come principio fondante il lavoro teso a salvaguardare le famiglie di agricoltori e la sostenibilità che in agricoltura si riflette in una sostenibilità di tipo anche economico per non vivere di sussidi ma che ci permetta di essere autonomi con i frutti della nostra terra e del nostro lavoro.


Durante il discorso che ha tenuto in occasione del suo insediamento come nuovo presidente di Coldiretti ha usato tre parole d’ordine: condivisione, coerenza e comunicazione.


Certo, la coesione o condivisione è il lavoro da portare avanti con tutti i territori della nostra regione. Anche la mia elezione è il frutto della volontà di tutti i presidenti delle province toscane, i comuni si sono espressi tramite i consiglieri provinciali e poi a ruota attraverso i consiglieri regionali. È fondamentale fare squadra, infatti il programma della Federazione Regionale sarà il programma dei singoli territori e lo scriveremo insieme ai presidenti e ai loro consigli provinciali.
Coerenza significa essere coerenti con i proprio valori: è una missione e una necessità perché abbraccia molti passaggi importanti in agricoltura, da come si produce a come si sceglie con una condivisione dei singoli obiettivi in maniera diretta ed efficace.


La comunicazione sarà il punto di forza e la linea guida di questo mandato: sposa la coesione ed è necessario comunicare efficacemente sia all’interno che all’esterno, ma anche con le istituzioni. La comunicazione interna riguarda i territori e i presidenti, prevede il coinvolgimento delle strutture per arrivare ai nostri soci; quella esterna, a cui tengo davvero molto, è indirizzata verso le istituzioni e i consumatori, i quali sono l’elemento centrale nel progetto Campagna Amica con agriturismi e mercati. Il mio predecessore Filippi è stato per me un maestro e un esempio nella comunicazione esterna e in quella istituzionale soprattutto nella rappresentanza verso l’Assessorato all’agricoltura: è indispensabile infatti essere un riferimento serio e costruttivo con la politica locale. Coldiretti è sinonimo di filiera corta, di conseguenza la comunicazione con i consumatori è imprescindibile nel nostro operato ed è un nostro valore fondamentale comunicare il territorio in termini di sostenibilità per garantire un prodotto sano.


In questi anni ha ricoperto molte cariche: dal 2009 al 2019 è stata Presidente del Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano, consigliere del Movimento Turismo del Vino, Vicepresidente di Coldiretti Siena, Presidente di Coldiretti San Gimignano e Presidente di Vigneto Toscana. Che cosa rappresenta per lei l’associazionismo?


L’associazionismo per me è un’impostazione mentale e il risultato di un lavoro svolto negli anni, dagli incarichi a San Gimignano fino a quelli provinciali e regionali. È un orgoglio e una responsabilità aver rappresentato e continuare a rappresentare le esigenze di tante realtà mettendo la mia voce a disposizione.


Un’ultima domanda: può anticiparci qualche progetto futuro come presidente di Coldiretti?


Il mio progetto come nuovo presidente di Coldiretti è non fare impegni programmatici ma lavorare a stretto contatto con i presidenti provinciali nei prossimi mesi per creare programmi personalizzati impegnandomi il più possibile per la coesione. Il mio obiettivo è visitare tutti i presidenti provinciali per portare le istanze dei territori all’attività regionale.