Eccopinò, il pinot nero dei vignaioli dell'Appennino si racconta

Si è allargata a 16 aziende l'Associazione dei Vignaioli di Pinot Nero dell’Appennino Toscano, che anche quest'anno ha organizzato Eccopinò. Evento che ogni anno dà la possibilità di conoscere la realtà degli artigiani del vino del territorio appenninico che con passione portano avanti la tradizione di un luogo ricco di storia e di passione per la viticoltura.

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Come ogni anno l’Associazione dei Vignaioli di Pinot Nero dell’Appennino Toscano ha organizzato la giornata che racconta il grande lavoro di artigiani appassionati alla produzione del buon vino. La tematica principale dell’ edizione 2022 è stata: l’Appennino in relazione al mestiere del vignaiolo.

Il giornalista Massimo Cirri è colui che ha moderato la prima parte della giornata, durante la quale sono intervenuti lo scrittore Maurizio Maggiani, Eleonora Rabassi del gruppo di consulenti agronomi ed enologi Uva Sapiens e infine Paolo Cerrini, vignaiolo nel Mugello.

Tutti gli interventi sono stati in grado di creare spunti molto interessanti; prima di tutto lo scrittore Maggiani ha dato il suo contributo al dibattito parlandoci della sua esperienza personale in tema di vita contadina. Ha parlato degli equilibri fondamentali tra uomo e natura, tra contadino e terra. Ha sottolineato quanto nella viticoltura e nella agricoltura di un tempo il concetto di bellezza non era primario e centrale, perché tutto ciò che veniva fatto dal contadino con la terra doveva essere prima di tutto funzionale e utile. La viticoltura secondo Maurizio Maggiani agisce nella cura della vigna lasciando un segno di bellezza e armonia. Una bellezza che però viene definita “utile bellezza”, dove il lavoro fatto bene dal vignaiolo garantisce un buon raccolto. La dinamica che si crea e che mantiene vivo l’Appennino da decenni è quella di non vederlo solo in funzione turistica ma come un luogo dalla profonda umanità e passione per il territorio.

Dopo questo primo intervento dalle note romantiche si è passato ad analizzare gli aspetti più tecnici di quello che è il lavoro del vignaiolo nell’Appennino. Eleonora Rabassi è infatti specializzata in assistenza viticola e ha illustrato tutta la gestione della vite, partendo in particolare dalla potatura, che è alla base di tutto il processo. La vigna è al centro della potatura, la singola pianta è infatti un individuo che deve essere compreso e di conseguenza va lavorato considerando la sua unicità.

Infine Paolo Cerrini, vignaiolo nel Mugello, ha concluso parlando della manualità del lavoro, che l’ha accompagnato dal suo primo mestiere, il modellista orafo, a quello di vignaiolo.

Nella seconda parte della giornata c’è stata la possibilità di assaggiare i prodotti dei Viticoltori di Pinot nero dell’Appennino Toscano, gruppo che da quest’anno vanta anche diverse new entry. Negli anni l’Associazione è cresciuta fino a includere 16 aziende delle valli dell’Appennino Toscano. Come afferma Cipriano Barsanti, vignaiolo e Presidente dell’Associazione – “Oggi in questa sala ospitiamo nuovi vignaioli che nelle nostre valli hanno piantato o stanno piantando Pinot anche grazie a noi. O giovani enologi, agronomi o semplici appassionati ai quali i nostri esperimenti hanno aperto strade professionali e di reddito che fino a poco tempo fa in questi luoghi non erano prese in considerazione. Per noi è un gran risultato”.

Queste di seguito tutte le aziende e i relativi vini in degustazione:

Aliotti (Val Tiberina)

Superficie a Pinot Nero: 3 ettari

In degustazione: Pinot Nero 2021

Bacco del Monte (Mugello)

Superficie a Pinot Nero: 2 ettari

In degustazione: Monteprimo Pinot Nero 2020, Torre di Ponente Pinot Nero 2021

Borgo Macereto (Mugello)

Superficie a Pinot Nero: 1 ettaro

In degustazione: Il Borgo Pinot Nero 2020

Cantina Bravi (Garfagnana)

Superficie a Pinot Nero: 3 ettari

In degustazione: Pinot Nero 2019

Casteldelpiano (Lunigiana)

Superficie a Pinot Nero: 3.000 metri

In degustazione: Melampo Pinot Nero 2018

Fattoria Brena (Val Tiberina)

Superficie a Pinot Nero: 1,5 ettari

In degustazione: Sopra di Sopra Pinot Nero 2018, Sopra di Sopra Pinot Nero 2019

Fattoria di Cortevecchia (Mugello)

Superficie a Pinot Nero: 1,2 ettari

In degustazione: Primum Pinot Nero Spumante 2017, Pinot Nero Rosè 2020, Rossano Pinot Nero 2018.

Fattoria Il Lago (Mugello)

Superficie a Pinot Nero: 1,5 ettari

In degustazione: Pinot Nero 2019

Frascole (Mugello)

Superficie a Pinot Nero: 2 ettari

In degustazione: Pinot Nero 2018

Macea (Garfagnana)

Superficie a Pinot Nero: 1,5 ettari

In degustazione: Pinot Nero 2020

Ornina (Casentino)

Superficie a Pinot Nero: 1 ettaro

In degustazione: Ornoir Pinot Nero 2018, Ornoir Pinot Nero 2020

Podere della Civettaja (Casentino)

Superficie a Pinot Nero: 3 ettari

In degustazione: Pinot Nero 2019

Il Rio (Mugello)

Superficie a Pinot Nero: 1,7 ettari

In degustazione: Ventisei Pinot Nero 2019

Tenuta Baccanella (Mugello)

Superficie a Pinot Nero: 4.000 metri

In degustazione: Baccarosso Pinot Nero 2020

Terre di Giotto (Mugello)

Superficie a Pinot Nero: 3.500 metri

In degustazione: Gattaia Pinot Nero 2018, Gattaia Pinot Nero 2019

 

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