Dalla Luna del raccolto alla Luna degli antenati

Storie di vino nel cuore degli Abruzzi, un viaggio nei vini BioArtigianali di Mariapaola Di Cato. Cique etichette che nascono da vecchie vigne innestate in loco negli anni 60, un prezioso lavoro di recupero di vitigni autoctoni.

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“Ciao! Adesso andiamo subito in vigna”.  Con queste parole mi accoglie Maria Paola.

E per lei, è proprio la vigna il centro di tutto, del suo universo lavorativo e del suo forte legame con la terra: due ettari vitati nel cuore delle montagne abruzzesi sulle colline di Vittorito in provincia dell’Aquila, tra i parchi della Majella, Morrone e Sirente, in una terra di tradizione vitivinicola millenaria.

In queste zone è nato il Montepulciano d’Abruzzo. E’ una terra di grandi escursioni termiche, di terreni argillosi e calcarei che si alternano a terre nere e sassose, con altitudine media di 400 mt. s.l.m.

Maria Paola ci racconta che chi è nato qui ha avuto a che fare con il vino fin da bambino; e grazie alle sue parole veniamo catapultati in una dimensione diversa, a contatto con i profumi della vendemmia e con i colori del succedersi delle stagioni, e con quella terra con cui lei ha un profondissimo legame e della quale si definisce “custode”, perché Maria Paola i suoi due ettari li custodisce, non li coltiva.

Mariapaola Di Cato

“Se nasci e cresci a Vittorito hai a che fare con il mondo del vino sin da bambino! Io saltavo la scuola per andare a raccogliere l’uva nella vigna di mio nonno e in quella dei vicini di casa. Fino a trent’anni fa qui tutti facevano vino.” – mi racconta Paola –  “Vittorito è un piccolo borgo della Valle Peligna in provincia dell’Aquila terra di pastori e contadini, come tutte le terre dell’Appennino del resto! Una storia lunga secoli ci lega alla coltivazione della vite e in particolare poi al Montepulciano d’Abruzzo. Io ho avuto la fortuna di avere mio padre, Francesco, che nonostante facesse un altro lavoro non ha mai abbandonato la campagna e una volta andato in pensione ha recuperato i terreni di famiglia ed è tornato a fare vino proprio come faceva il mio bisnonno (nonno Mariano). Era il 2005. Il destino ha voluto che tornassi a casa esattamente un anno dopo. Ero all’università, Scienze Politiche a Pisa, e all’epoca non avrei mai pensato di tornare al paese e mettermi a zappare la terra… e invece! A gennaio abbiamo piantato un altro piccolo vigneto ad oggi abbiamo 2 ettari vitati, per molti sono pochi ma per noi una grande conquista. Piantare dove la campagna è destinata allo spopolamento vuol dire recupero di terreni incolti, di un territorio che ha tanto da esprimere e tantissimo da raccontare. Due ettari inoltre sono una dimensione che mi consente di seguire personalmente insieme a mio padre tutto il ciclo vitale della vite.”

Tutto nasce da Nonno Mariano. Fu lui ad apprendere come innestare le piante nel periodo post-fillossera; e Maria Paola dopo l’università, lascerà un impiego sicuro per lavorare, anzi per custodire, due ettari di terra dal futuro incerto: ” Ho abbracciato il mio destino perché la terra mi ha chiamato, non l’ho cercata io”.

Da quel fazzoletto di terra, oggi ottiene un Montepulciano e un Cerasuolo. A questi due vini si affianca una Malvasia (Eughenos Raggio di Sole – solo 1200 bottiglie) deraspata a mano e con fermentazioni spontanee e macerazione sulle bucce e Campolese (Passerina).

In vigna e in cantina vige il minimo intervento. Pesticidi ed erbicidi sono esclusi; si lavora manualmente con taglia-erbe e zappa mentre per le concimazioni sovesci di leguminose di diverse specie. I trattamenti prevedono rame e zolfo soltanto se necessari per cause climatiche particolari.

In cantina, ad eccezione di bassissimi quantitativi di solforosa, non viene utilizzata chimica di nessun tipo ma si lavora secondo il principio che l’uomo non può fare meglio di madre natura, può solo accompagnare le uve nella trasformazione scegliendo quella che è la vinificazione più adatta alla valorizzazione di quel vitigno in quel territorio. Fermentazioni spontanee, decantazioni naturali, affinamenti in piccoli contenitori dalle damigiane di vetro per la malvasia, all’acciaio e legno per il montepulciano.

Dopo la visita in vigna ho potuto degustare i vini di Maria Paola: “Eughenos Raggio di Sole”, “Futura”, “Eughenos Harvest Moon”, “Anime Erranti” e “Nonno Mariano”.

RAGGIO DI SOLE EUGHENOS 2021 (Malvasia 95% – uve bacca bianca 5%, storicamente diffuse nel territorio Aquilano: Campolese,Trebbiano,Cococciola) – Terre Aquilane IGP

Colore: giallo paglierino.

Si apre con note agrumate gentili, camomilla, miele ed erbette aromatiche; sorso fresco, deciso, sapido e secco con un bel finale ammandorlato.

Il vino viene da un piccolo vigneto con viti di 60 anni.

Affina per cinque mesi in acciaio prima di essere imbottigliato.

Gradazione 11,5%.

Curiosità: questo vino ha quattro differenti etichette da disegnate da Maria Paola che ricordano la ciclicità delle stagioni e della vita.

FUTURA 2020 (Campolese o Passerina 100%) – Terre Aquilane IGP

Colore: giallo dorato.

Si apre con note decisa di frutta gialla, albicocca e pesca, erbe aromatiche e note citriche.

Corposo, fresco, leggermente sapido con un tannino leggero tipico degli orange wine.

Fermentazione in acciaio, macerazione sulle bucce per 7 giorni.  Affinamento in acciaio per 8 mesi.

Gradazione: 12,5%.

Curiosità: il nome è un tributo ad una delle più belle canzoni di Lucio Dalla, disegnata sempre da Maria Paola in onore della nascita della figlia di un’amica.

EUGHENOS 2020 – HARVEST MOON (Montepulciano d’Abruzzo 100%) – ROSATO TERRE AQUILANE IGP

Colore: Rosa cerasuolo intenso.

Si apre con una bella nota di rosa rossa e viola, ciliegia e susina mature ma fresche, elicriso, tabacco dolce. Fresco con un bel tannino equilibrato per un vino del suo genere. Elegante. E‘ il vino che più esprime la filosofia di Maria Paola, quello che riesce a trasmettere pienamente il territorio. I vigneti hanno tra i quindici e i trent’anni.

Le uve vengono vendemmiate in Ottobre durante la Luna del Raccolto e la fermentazione avviene, in vasche aperte senza aggiunta di lieviti selezionati e senza controllo di temperature. Dopo circa sette mesi di riposo in acciaio non stabilizzato né chiarificato e né filtrato il vino viene messo in bottiglia durante un’altra notte magica quella della Luna Rosa di Aprile.

Gradazione: 14%.

Curiosità: il nome Eughenos che ricorre in alcune etichette è un omaggio alla signora Eugenia, la mamma di Maria Paola; perché tutti abbiamo bisogno di un genius loci che ci protegga.

ANIME ERRANTI 2020 (Montepulciano d’Abruzzo 100%) – ROSSO TERRE AQUILANE IGP

Colore: Rosso rubino intenso.

Note di rosa, frutta rossa: ciliegia e susina, una leggera speziatura balsamica riconducibile al cardamomo e al pepe punteggia il sorso, chiude una leggera ed elegante nota minerale.

Il tannino è morbido ed elegante.

Gradazione: 13%.

Curiosità: AnimErranti Love Is Love ha quattro differenti etichette da me disegnate e dedicate all’amore e alla sua libertà di espressione.

NONNO MARIANO 2020 (Montelpuciano d’Abruzzo 100%) – VINO ROSSO

Colore: Rosso rubino intenso con sfumature violacee.

Note di fiori rossi, visciole, liquirizia, cacao e una splendida speziatura che persiste in retrolfattiva.

Secco, leggermente sapido e giustamente tannico.

Elegante e profondo.

Gradazione: 13,5%.

Le vigne dalle quali vengono raccolte le uve sono di età variabile: le più vecchie hanno sessanta anni e sono allevate ad alberello; questo naturalmente ne influenza la resa.

Mi piace pensare, proprio perché le uve provengono da vigne vecchie e più giovani, che questo vino rappresenti il legame fra gli antenati e gli attuali viticoltori e contadini e che nonno Mariano guardi ancora i suoi nipoti dall’uscio di casa.

Curiosità: l’etichetta ritrae Nonno Mariano che, seduto sulla porta, guarda i nipoti giocare per strada.

“Quando la Luna d’estate, la Luna dell’uva, ci ha lasciato e l’aria diventa magica,

intrisa di profumi preziosi, in pochi giorni il destino del vino si compie!

E’ in questa atmosfera d’eccitazione che nasce l’intuizione, 

l’alchimia e il vignaiolo in un chicco d’uva legge il futuro.”

Maria Paola di Cato

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