Chianti Classico, Tolaini pensa ad una nuova Gran Selezione

A venti anni dalla prima vendemmia Lia Tolaini imposta un importante progetto di investimento per un'ulteriore crescita aziendale

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Il 2002 è stato l’anno della prima vendemmia di Pier Luigi Tolaini e del suo sogno di realizzare grandi vini in Toscana. L’azienda che ha fondato Pier Luigi è composta da 50 ettari divisi in tre vigneti, 25 ettari a Montebello e Vallenuova intorno alla casa e all’azienda e 25 ettari in un’altra parcella a San Giovanni a Cerreto, a una distanza di 4 km.

Dopo 20 anni la figlia Lia, adesso al timone, rilancia con una serie di progetti volti a continuare lo sviluppo dell’azienda. A partire dai vigneti che sono stati ripiantati nella zona di San Giovanni a Cerreto con 5 ettari di Sangiovese e che verranno destinati ad un secondo Chianti Classico Gran Selezione da affiancare al Gran Selezione Vigna Montebello Sette.

Un altro progetto è un vino 100% Sangiovese frutto di un vigneto in località Mello (Gaiole in Chianti) che con i suoi 694 m slm è il vigneto a Chianti Classico in assoluto più in alto della Denominazione. Il Sangiovese da un vigneto posto così in alto ha delle caratteristiche organolettiche estremamente peculiari.  L’azienda ha vinificato le uve d Mello per la prima volta nel 2020 proprio per avere un terzo vino da Sangiovese da un terroir completamente diverso dalle tenute di Tolaini, a Castelnuovo Berardenga.

L’altro traguardo raggiunto è Perlui, vino che esce nel 2022. Un vino di grande intensità dedicato al fondatore, chiamato dagli amici Louie, il massimo che possiamo ottenere dalle nostre uve di Cabernet Franc, con l’uva preferita da Luigi che si realizza nel vino dei suoi sogni, prodotto solo nelle annate migliori.

Anche se la certificazione biologica arriverà solo con la vendemmia 2023, già da 10 anni l’azienda è di fatto a conduzione biologica, con la consulenza di Ruggiero Mazzilli la gestione non invasiva dei suoli è uno degli obiettivi perseguiti. La tecnologia in questo senso sta facendo passi da gigante e quindi ci sarà un parziale, ma importante rinnovamento del parco macchine, al fine di ottenere il massimo rispetto nella conduzione dei vigneti.

Tolaini sta inoltre lavorando con l’Università di Torino per raggiungere lo “Zero Carbon footprint”, che dimostra la volontà dell’azienda di azzerare le emissioni di CO2, per partecipare concretamente alla sostenibilità ambientale.

Per l’ottenimento di grandi vini il vigneto è essenziale, e per mantenere i progressi fatti in vigna, il lavoro in cantina è altrettanto importante. Nel 2021 è stato rinnovato il parco delle botti tronco coniche per la vinificazione e l’affinamento mentre per nel 2022 è previsto un ampliamento della cantina con l’inserimento di vasche nuove in cemento grezzo non vetrificato, sia per la vinificazione che per l’affinamento dei blend in pre-imbottigliamento e che aumenteranno la capacità di vinificazione della cantina di 700 ettolitri.

Lia e suo figlio Alex hanno sempre creduto nell’ospitalità in azienda ed oggi stanno realizzando un nuovo punto vendita con sala degustazione aperta al pubblico, per amplificare ed ampliare l’esperienza degli ospiti in cantina.

La cantina Tolaini non si ferma grazie alla professionalità di Lia che ormai da 30 anni si occupa di vino e di commercializzazione. Tutto è iniziato con un negozio in Canada, aperto con la sorella nel 1998 (Banville & Jones), per proseguire affiancando suo padre da Tolaini e creando un’importazione di vini negli USA, Banville Wine merchants, che ad oggi è uno degli importatori più rispettati per fine wines in Nord America.

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