Cantina Fontezoppa al Vecchio e il Mare

Una serata all'insegna del gusto quella vissuta grazie alla cantina Fontezoppa e all'ospitalità e alla qualità del Vecchio e il Mare di Firenze. Cinque i vini portati dal winemaker Ambrosi Mosè per farci scoprire tutti i sapori del territorio marchigiano. Le sapienti mani di Mario Cipriano, maestro pizzaiolo del ristorante il Vecchio e il Mare, hanno creato delle ottime pizze gourmet ad accompagnare i vini autoctoni delle Marche.

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Non è stato probabilmente scelto a caso Il Vecchio e il Mare di Firenze come location per la degustazione dei vini Fontezoppa. Il nome di uno dei ristoranti più apprezzati del capoluogo fiorentino infatti ci ricorda subito il mare, uno degli elementi che dona più caratteristiche ai vini autoctoni marchigiani della cantina Fontezoppa. Civitanova Marche è dove la terra incontra il mare ed è dove troviamo gran parte dei filari di vigne di Mosè Ambrosi, che con dedizione ha cresciuto e porta avanti la sua azienda agroforestale.

Fontezoppa è il nome di un’antica fonte d’acqua che sgorgava dove oggi troviamo le vigne stesse. Il winemaker Ambrosi Mosè ci racconta – “I nostri sono processi di vinificazione attenti e rispettosi dei tempi, un affinamento che avviene nei migliori legni e nel rispetto delle caratteristiche originarie del prodotto. Abbiamo un vino di forte personalità, che viene prodotto tra colline che guardano il mare e i monti”.

Sono 5 i vini che durante la serata sono stati serviti, rigorosamente accompagnati da pizze gourmet preparate dallo chef Mario Cipriano.

Abbiamo iniziato l’esperienza con un Annibal Rosè Spumante Brut 2021, prodotto con uva rossa Lacrima Nera, raccolta a mano, vinificata in bianco e rifermentata con metodo Martinotti. Si presenta con un colore rosa tenue dai riflessi ramati e una spuma fine e cremosa sia in fase visiva che in fase gustativa. Uno spumante che in bocca regala freschezza e una leggera nota profumata di frutti rossi e di fragolina di bosco. La pietanza scelta in abbinamento al Annibal Rosè Spumante Brut è stata una piacevole montanara con guarnizione di baccalà, uvetta, pinoli, pomodorini picadilly e nipitella (o mentuccia).

Mosè spiega – “Questa è una bollicina esplicitamente pensata per l’accostamento alla pizza. La mia filosofia è che vino e pizza vanno d’accordo perché nascono da due lieviti diversi, ed in questo caso lo dimostrano appieno”.

Proseguiamo la serata con Jajà Passerina Marche IGT 2021, un vino autoctono prodotto da un vitigno antico e tipico dell’Adriatico come quello della Passerina. Un vino dal color giallo paglierino che al naso arriva subito con i suoi sentori di fiori e un chiaro fruttato agrumato, mentre in bocca regala morbidezza e freschezza con una nota minerale e una leggera sapidità che ci ricorda subito il mare. Nel complesso un vino godibile e abbinato ad una pizza al padellino cotta al vapore con una delicata triglia con crema di bietola, perle di parmigiano e malva. La storia del nome di questo vino racconta anche il legame con il territorio, Jajà infatti era una ballerina circense che per prima si esibì nel piccolo teatro di Civitanova alta, ed era solita bere un bicchiere di vino bianco prima di entrare in scena.

La terza referenza portata in degustazione dalla cantina Fontezoppa è un vino che nasce anch’esso da un vitigno antico: Joco Pecorino DOC 2021. Un luminoso giallo paglierino con dei buoni primari al naso e in bocca fresco ed equilibrato, con una piacevole persistenza finale. Un vino più esotico rispetto al precedente, un pecorino in purezza che viene definito dal suo produttore il vino della transumanza.

La scelta di Mario Cipriano per accompagnare questo secondo bianco cade su una pizza a cottura tradizionale con genovese di tonno e chips di bietola. Ambrosi Mosè ci racconta anche la storia di questo vino e della sua etichetta – “Joco era un falegname del borgo e il ranocchio rappresentato nella nostra bottiglia storicamente abitava la sorgente da cui prende il nome la nostra cantina. Anche in questo caso dunque il legame con il nostro territorio è molto evidente”.

 

Avvicinandosi alla conclusione della degustazione si arriva al Pepato di Serrapetrona DOC 2019, un rosso con sentori di legno, pepe nero e una forte aromaticità; tutto questo dovuto ad un lungo affinamento in botte seguito poi da un anno in bottiglia. Una pizza alla pala cotta in forno elettrico con gulash, verza e patate crea un ottimo connubio con questo Pepato dalla non eccessiva persistenza.

Immancabile per finire uno spumante dolce DOCG: la Vernaccia di Serrapetrona 2020, con l’etichetta storica ristampata. Vernaccia nera che, come ci racconta il Mosè, era una volta dedicata solo allo stato pontificio. Questa storica Vernaccia è stata accompagnata da un maritozzo con panna zuccherata, canditi di arancia, gel di arancia e una crema di uvetta. Lo spumante si presenta con un color rosso rubino e una spuma fine e soffice. A livello olfattivo arrivano subito sentori di frutti di bosco, viola e pepe nero. In bocca risulta amabile e morbido, di carattere anche grazie alla sapidità e alla freschezza.

La cantina Fontezoppa con i suoi filari di vigne a 150 metri d’altitudine dà vita a dei vini autentici e rispettosi del territorio e della storia marchigiana. Con l’aiuto delle sapienti mani di Mario Ciprano con le sue creazioni di pizza gourmet si è potuto assaporare appieno quello che questi prodotti hanno da raccontare.

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