West Side Story al Teatro del Maggio, dove mancava dal 1961

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Nel centenario della morte di Leonard Bernstein, West Side Story approda a Firenze nella produzione firmata per la regia da Federico Bellone (qui ripresa da Chiara Vecchi), nell’edizione in lingua originale con dialoghi in italiano, e con le coreografie originali di Jerome Robbins riprese da Fabrizio Angelini.

Il Maggio celebra il compositore americano con una delle sue composizioni più rappresentate e celebri, il musical West Side Story, un titolo che mancava dal teatro fiorentino dal 1961. Tony e Maria – protagonisti liberamente ispirati ai Romeo e Giulietta di shakespeariana memoria – sbarcano al Maggio il 13 dicembre (prima rappresentazione ore 20) e vi rimangono a lungo (altre recite 14, 15, 18, 19, 20, 21 e 22 dicembre ore 20; 15 e 16 ore 15:30) diretti dal maestro Francesco Lanzillotta che salirà sul podio per guidare l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino. *

West Side Story, musical in due atti su libretto di Arthur Laurents e le parole di Stephen Sondheim, debutta a Washington nel 1957. Da lì si sposta a Broadway dove ottiene un successo strepitoso, diventando uno dei titoli più amati e rappresentati ancora oggi, in tutto il mondo. Dal musical è stato tratto il celebre film -uno dei capolavori della storia del cinema – che ha ottenuto nel 1962 ben 10 premi Oscar. La scena è ambientata nell’Upper West Side di New York a metà anni Cinquanta: due gang sono in lotta per la spartizione del territorio, i Jets e gli Sharks. L’America del decantato sogno americano è ben lontana dallo sfondo di miseria ed emarginazione i cui si muovono i protagonisti del musical, giovani ribelli capaci di sfogare le loro frustrazioni solo con atti di violenza tra coetanei. In questo clima di odio e intolleranza nasce la storia d’amore tra Tony e Maria.

Appartenenti a bande rivali, Tony e Maria rappresentano il lato migliore di uno strato sociale allo sbando; sono gli unici a credere al potere travolgente e catartico dell’amore e i soli in grado di sognare un avvenire di pace. Come novelli Romeo e Giulietta nella giungla urbana newyorkese, i due giovani vivono un amore contrastato e destinato a concludersi in tragedia. Tuttavia la morte di Tony non si rivelerà un sacrificio vano ma consentirà alle gang rivali di riscattarsi dall’odio in un finale segnato dalla riconciliazione.

Artisti
Produzione originale interamente diretta e coreografata da Jerome Robbins
Maestro concertatore e direttore Francesco Lanzillotta
Regia Federico Bellone, ripresa da Chiara Vecchi
Riproduzione coreografie originali Fabrizio Angelini
Scene Hella Mombrini e Silvia Silvestri
Costumi Chiara Donato Luci Valerio Tiberi Suono Armando Vertullo
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Cast
Tony Luca Giacomelli Ferrarini Maria Caterina Gabrieli Anita Simona Di Stefano Riff Giuseppe Verzicco Bernardo Mark Biocca Doc / Glad Hand Michele Renzullo Krupke Giovanni Boni Action Samuele Cavallo A-rab Manuel Primerano Baby John Paky Vicenti Snowboy Francesco Piazza Big Deal Tiziano Edini Diesel Fulvio Maiorani Anybody Giorgia Ferrara Graziella / Capo Balletto Marta Melchiorre Velma Federica Nicolò Minnie Monica Ruggeri Rosalia Martina Cenere Consuelo Federica Basso Francisca Giulia Patti Chino Anthony Dei Medici Pepe Felice Lungo Indio Simone Centonze Anxious Alex Botta Teresita Daniela Ribezzo Pauline Noemi Marta Nazzecone
con la partecipazione di Christian Ginepro nel ruolo di Schrank

Originariamente prodotto a Broadway da E. Griffith e Harold S. Prince in accordo con Roger L. Stevens — West Side Story è una produzione WEC – World Entertainment Company presentato grazie a un accordo con Music Theatre International (MTI)

Note di regia di Federico Bellone
Questa produzione italiana del musical West Side Story è l’unione tra la tradizione, con le ancora modernissime coreografie del mito Jerome Robbins e le orchestrazioni mozzafiato del genio Leonard Bernstein, nonché con un’ambientazione rispetto a scene e costumi assolutamente anni ‘50, e il gusto della società attuale, con un allestimento raffinato e elegante che basa il tutto sul concetto della paura. Perché è la paura la chiave dello spettacolo: Tony, Romeo, teme che Maria, la sua Giulietta, possa non perdonargli l’omicidio, quasi incidentale, del fratello; Maria teme l’impossibilità di poter vivere la sua storia d’amore; le bande si temono reciprocamente perché ignorano quali possano essere le conseguenze di un’immigrazione o la possibile mancanza di accettazione in una terra straniera; infine gli adulti temono il precipitarsi degli eventi verso uno stato di caos e vivono quasi impotenti la situazione. Il problema è rappresentato dal colore rosso, predominante in palcoscenico, e da imponenti scale antincendio in ferro che, oltre a essere il simbolo dello spettacolo, e ovviamente un chiaro richiamo al balcone veronese, vorticano tra loro per formare tanti scorci di una New York sospesa e drammatica, sede appunto di questa paura. Freschissimo il cast, composto da una recente generazione di interpreti che, come da curriculum, sono il top del Teatro Musicale nostrano. Un’occasione rara, uno strappo alla regola, poiché questo West Side Story è un’eccezione dell’agenzia americana che ne detiene i diritti e che ci ha permesso di riportare in scena questo capolavoro del teatro, come dice il Times, in lingua italiana per i dialoghi e in originale per le canzoni.

(Foto: Marcello Orselli)

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