Ci sono territori che si raccontano attraverso il paesaggio, altri attraverso la cucina. Vittoria, nel cuore della Sicilia sud-orientale, ha scelto di raccontarsi con due linguaggi universali: il vino e la musica. Dal 26 al 28 giugno la città ragusana ha ospitato la quindicesima edizione del Vittoria Jazz Festival, manifestazione che negli anni è diventata un punto di riferimento non soltanto per gli appassionati di jazz, ma anche per chi desidera conoscere uno dei grandi vini del Mediterraneo: il Cerasuolo di Vittoria DOCG.
Un connubio ormai consolidato che vede protagonisti l’Enoteca Regionale Sicilia – Sezione Sud Est, il Consorzio di Tutela del Cerasuolo di Vittoria DOCG e l’Agenzia Stampa AB Comunicazione, capaci di costruire un programma in cui degustazioni, visite in cantina e momenti di approfondimento dialogano perfettamente con il calendario dei concerti. Il jazz, diretto artisticamente da Francesco Cafiso, ha fatto da colonna sonora alle serate di Piazza del Popolo, trasformata per tre giorni in un grande teatro all’aperto dove centinaia di persone hanno condiviso emozioni, note e calici. Sul palco si sono alternati alcuni dei più autorevoli musicisti del panorama jazz italiano e internazionale, regalando un’atmosfera elegante ma al tempo stesso informale, proprio come il vino simbolo di questo territorio.
Il carattere del Cerasuolo di Vittoria
Il vero protagonista della manifestazione resta il Cerasuolo di Vittoria DOCG, unica Denominazione di Origine Controllata e Garantita della Sicilia. Nato dall’unione di Nero d’Avola e Frappato, rappresenta un equilibrio raro tra struttura e freschezza. Il suo stesso nome richiama il tratto distintivo del vino: la “cerasa”, la ciliegia in dialetto siciliano, che domina il profilo aromatico insieme a piccoli frutti rossi e delicate note floreali. Al sorso conquista per tannini vellutati, una piacevole freschezza e una straordinaria facilità di beva, caratteristiche che lo rendono estremamente versatile negli abbinamenti gastronomici e sempre più apprezzato anche da un pubblico internazionale.
Alla scoperta delle cantine del territorio
Per la stampa specializzata il festival ha rappresentato un’autentica immersione nel comprensorio del Cerasuolo di Vittoria. Le visite hanno permesso di conoscere da vicino aziende che, pur con stili differenti, condividono una forte identità territoriale.
Il percorso è iniziato da Santa Tresa, per proseguire nelle cantine Cortese, Terre di Giurfo, Horus e COS, realtà che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della viticoltura siciliana contemporanea. Il viaggio si è concluso da Donnafugata, marchio conosciuto in tutto il mondo e ambasciatore dell’eccellenza enologica siciliana, dove innovazione, ricerca e valorizzazione del territorio convivono in perfetto equilibrio.
Ogni visita ha offerto l’occasione per comprendere come Nero d’Avola e Frappato riescano a interpretare sfumature differenti a seconda dei suoli, delle esposizioni e delle scelte produttive, confermando la straordinaria ricchezza di un territorio ancora capace di sorprendere.
L’anima bianca del territorio
Tra gli appuntamenti più significativi dell’edizione 2025 spicca l’inaugurazione della nuova sede dell’Enoteca Regionale Sicilia – Sezione Sud Est, avvenuta proprio il 26 giugno. Un nuovo spazio destinato a diventare punto di riferimento per la promozione delle produzioni vitivinicole del territorio. Qui si è svolta la masterclass “Grillo Terra di Mare: l’anima bianca del Cerasuolo di Vittoria“, condotta da Fabio Gulino, Delegato e relatore AIS Ragusa, che ha proposto una lettura diversa del comprensorio, dimostrando come accanto al celebre rosso trovi spazio anche una produzione di bianchi di grande personalità.
Sei i campioni degustati, ognuno interprete di una diversa sfumatura del Grillo siciliano, caratterizzati da richiami alla macchia mediterranea, albicocca, pesca fresca, fiori bianchi e una delicata nota di pepe bianco. Il sorso si è distinto per una vibrante freschezza, una marcata sapidità e una lunga persistenza gustativa.
Ad aprire la degustazione è stato il Suliccenti Grillo DOC Sicilia di Terre di Giurfo, a seguire il Sicilia Grillo DOC 2024 di Gurrieri, lo Zagra DOC Sicilia di Valle dell’Acate, l’Hybla Grillo Biologico DOC Sicilia di Nicosia, il Vigna di Pettineo Grillo Superiore DOC 2024 e, in chiusura, lo Zahara Riserva Sicilia DOC di Casa Grazia, sei interpretazioni che hanno evidenziato la versatilità di un vitigno ormai protagonista della rinascita dei bianchi siciliani.
La giornata si è conclusa con una raffinata cena presso il Ristorante Acqua e Vino, affacciato direttamente su Piazza del Popolo. Dalla terrazza era possibile seguire il concerto del Francesco Cafiso 4ET insieme a Jeff Ballard, vivendo un’esperienza capace di fondere gastronomia, vino e musica in un’unica narrazione.
In quel momento il festival ha espresso forse la sua essenza più autentica: un calice di Cerasuolo di Vittoria tra le mani, il profumo dell’estate siciliana, il suono del jazz che attraversa la piazza e una comunità che celebra con orgoglio il proprio territorio.
Perché il Vittoria Jazz Festival non è soltanto una rassegna musicale né una semplice manifestazione enologica. È il racconto di una Sicilia contemporanea che promuove le proprie eccellenze attraverso la cultura, l’accoglienza e il vino.
Un ringraziamento particolare va all’organizzazione per l’ospitalità e all’Hotel Villa San Bartolo, che ha accolto i giornalisti durante la manifestazione contribuendo a rendere ancora più piacevole la scoperta del territorio vittoriese.













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