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All’inizio del novecento, “Armando Pichi”, vinaio e proprietario di una piccola distilleria nel cuore di Livorno, stupì tutti nella preparazione di un nuovo vino dolce da fine pasto che incorporava ventisei infusioni tra frutti ed erbe.

Nel corso degli anni il marchio “Ronchi”, venne acquistato dalle “cantine Diversi” di Piombino che modificò la denominazione del vino in “Ronchi Pichi”, in memoria e in onore di colui che lo inventò. Dal 2002 il marchio appartiene alla “Sparla e Gerardi” che ha voluto fortemente riproporre il “Ronchi Pichi”, a partire dal 2016. “Alessandro Cicali”, proprietario del marchio “Sparla e Gerardi”, ci dice qualcosa in più su questo vino così caratteristico.

Alessandro Cicali

La peculiarità di questo vino è l’abbinamento cibo prodotto. Può essere degustato come avveniva negli anni sessanta settanta cioè abbinamento cibo prodotto, “biscotteria”. Adesso lo stiamo rilanciando come abbinamento “cioccolato” e resiste fino ad un 70, 72% di cacao in purezza. Aggiunge poi, “il vino ha sedici gradi, però degustato fresco, ha la bontà di apparire meno alcolico”. Concludendo, “Il “Ronchi Pichi”, non è un vino giovane, ma invecchiato sempre di due, tre anni.